Ancora protagonisti gli arbitri, molto male Serra

Per l’ennesima volta i protagonisti della nostra rubrica “dito contro” sono gli arbitri italiani. L’errore commesso questa volta però rischia davvero di compromettere un campionato intero poiché ha completamente stravolto il risultato del posticipo di ieri sera giocato tra Milan e Spezia. Il minuto è il 91 esimo e il Milan nel disperato tentativo di trovare il goal del 2-1 si fionda in attacco con tutti gli uomini: Rebic al limite dell’area di rigore subisce un netto fallo da dietro da un giocatore dello Spezia, ma la sfera arriva lo stesso a Messias che incrocia alla perfezione e mette il pallone oltre la linea di porta. L’arbitro però ha precedentemente fischiato il fallo (non applicando il vantaggio) e quindi il goal non è valido: si scatena il putiferio rossonero con tutti e 11 gli uomini che accerchiano l’arbitro, costretto ad alzare le mani e a chiedere platealmente scusa. Nemmeno un minuto dopo poi, lo Spezia trova il goal dell’1-2 e la partita cambia completamente epilogo.

Questa volta non c’è bisogno di scendere in dettagli regolamentari per decretare un netto e chiarissimo errore commesso da Serra, danno confermato dallo stesso arbitro di Torino che sia in campo che poi successivamente negli spogliatoi si scusa fortemente con i dirigenti rossoneri e con la squadra. Nonostante ciò si prospetta per lui un lungo stop dai terreni di gioco, scelta giusta e letteralmente poco opinabile visto il gravissimo errore commesso. Ciò che è inusuale però (agli errori arbitrali siamo ormai abituati) è che il direttore di gioco abbia chiesto scusa immediatamente, riconoscendo il proprio errore e cercando di limitare i danni andando a dichiarare apertamente di essere lui l’unico colpevole. Tale gesto è una mossa completamente nuova per il calcio italiano, dove per errori simili e che hanno compromesso campionati interi non sono mai arrivate né spiegazione né tantomeno scuse dall’AIA che nella giornata di ieri ha prontamente inviato una mail di scuse all’Ac Milan. Questa è l’ennesima prova che un idem sentire all’interno di chi dovrebbe applicare il regolamento in campo non c’è, in Italia e nei campi di serie A il regolamento si adatta al carattere e alla personalità degli arbitri. Ciò che è ormai cosa certa, oltre ai vari protocolli varati per fronteggiare l’emergenza covid, è che l’attuale classifica non rispecchia ciò che si vede sviluppare in campo. In questo modo il campionato si falsa e la serie A perde per l’ennesima volta di credibilità davanti al mondo intero.

 

Il dito contro una rubrica di pianeta napoli
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