ATTACCO ALLA SERIE B

L’attacco è stato sferrato, ed ora la Federcalcio trema. Ventotto i ricorsi presentati alla Camera di Conciliazione e Arbitrato per lo Sport del Coni. Undici di questi sono firmati dai legali dei club bocciati dalla Coavisoc (ha rinunciato solo la Vis Pesaro). Diciassette sono i reclami delle squadre che si sono costituite "terze interessate". Guerra senza frontiere, senza esclusione di colpi, in un "tutti contro tutti" che vede il Napoli in prima linea. Gli avvocati del Napoli si sono presentati a Roma sul tardi. Sono entrati nella sede del Coni e hanno presentato un primo ricorso contro l’Arezzo. Dopo qualche ora, poco prima che i termini scadessero, ecco un altro blitz per consegnare altri nove ricorsi: Piacenza, Ascoli, Mantova, Catania, Crotone, Pescara, Vicenza, Triestina e Brescia i club nel mirino. Nel mirino del pool di legali ingaggiati da De Laurentiis, con in testa l’esperto Edoardo Chiacchio, non ci sono l’Avellino né il Catanzaro, anche per questioni di opportunità: seccante incrinare i rapporti con una corregionale, mentre il Catanzaro è un’altra squadra assistita dal legale napoletano. La carne a cuocere è comunque molta. Due settimane di notti insonni per spulciare i bilanci dei club di B, a qualcosa è servito. Mezza serie B non in regola, quei club non potevano essere iscritti al campionato, sostengono Chiacchio e soci. Qualche nome già era stato fatto, era nella lista delle probabili bocciate della Covisoc: Arezzo, Ascoli, Crotone, Pescara e Vicenza. Le altre cinque, quasi insospettabili: Piacenza, Mantova, Catania, Triestina e Brescia. Una situazione imbarazzante, non solo per i club tirati in ballo. Giova precisarlo, i dieci club in questione, che hanno giocato in B nella passata stagione, giocheranno regolarmente il campionato nel quale sono stati inseriti dalla FIGC nel corso dell’ultimo Consiglio Federale. L’Arbitrato del Coni potrebbe soltanto aggiungere il Napoli alla serie B, ordinandone l’iscrizione in quanto parte lesa dalle decisioni dei precedenti organi di controllo. La Covisoc in tal senso rischia grosso: per la Commissione presieduta dal professor Cesare Bisoni, i club in questione erano tutti in regola. Se i legali di De Laurentiis riusciranno a provare il contrario, per gli ispettori si prevedono guai seri con la giustizia. Il Coni ha sei giorni per decidere. L’Arbitrato prepara un calendario con cinque udienze al giorno: dal 21 al 26 agosto, i cinque arbitri preposti a discutere i ricorsi emetteranno le loro sentenze. Qualche squadra già si vede spacciata, ma ha provato a rivolgersi all’ultimo grado di giustizia sportiva basando il proprio ricorso su una "ragionevole estensione dei termini perentori", la stessa linea seguita dalla Coavisoc. Ennesima bocciatura scontata per Perugia, Torino, Salernitana, Benevento, Rosetana e Spal, quasi per Gela e Imolese. Speranze per Fermana e Torres, in bilico il Messina. Delle "terze interessate", il Coni valuterà attentamente la documentazione presentata. I club che si vedranno riconosciute le proprie ragioni, saranno annessi al campionato richiesto. C’è un precedente, ed è quello della Fidelis Andria, che lo scorso anno approfittando della vacatio del Como (escluso dal Tar del Lazio) si costituì "terzo interessato" presso lo stesso Tribunale Amministrativo e ottenne il ripescaggio in C1. In quel caso, la FIGC non aspettò l’ultimo grado di giudizio, il Consiglio di Stato, che ridiede ragione al Como nel ricorso impugnato contro la stessa Fidelis Andria. A quel punto, avendo la FIGC già ripescato i pugliesi, non potè fare altro che aggiungere il Como in un girone A C1 che venne allargata a 19 squadre. Se il Napoli entro il 26 si vedrà riconosciute le proprie ragioni sarà in serie B, anche se la FIGC prima di ratificare il provvedimento dovrà attendere la prima decade di agosto. I club riconosciuti irregolari, pur non perdendo la B, potrebbero ugualmente decidere di impugnare il provvedimento del Coni presso il Tar del Lazio, la cui decisione potrà essere ulteriormente impugnata o dallo stesso club (in caso di ulteriore bocciatura) o ancora del club che da "terzo interessato" lo aveva portato in giudizio. Il Napoli si muove su una strada precisa ma per la riammissione in B segue anche altre piste. Nelle prossime settimane si arriverà ad una conclusione del caso Genoa-Venezia, per il quale il club ligure rischia la retrocessione in C per illecito sportivo. E si attende il parere della Corte Federale che in questa settimana dovrebbe pronunciarsi sull’interrogazione presentata dalla Lodigiani in merito alla normativa dei ripescaggi. La società capitolina, rappresentata dall’avvocato Edoardo Chiacchio, contesta la legittimità della norma che vieta, solo in serie C, un ripescaggio-bis a chi è stato già ripescato negli ultimi cinque anni. La Corte Federale può decidere tanto di sopprimere la norma quanto di riscriverla. In tal caso, il divieto potrebbe essere limitato al solo ripescaggio nella stessa categoria. Una soluzione che metterebbe fuori gioco il Pescara (già ripescato in B la scorsa estate e che in questo momento, al pari di Napoli, Vicenza e Catanzaro, è in serie C) e aprirebbe le porte della B al Napoli, che passerebbe terzo in graduatoria. In quest’ultimo caso, bisognerebbe comunque aspettare l’ultimo grado di giudizio su Messina, Perugia e Salernitana. E a proposito di club esclusi, entro le 24 di martedì 19 luglio vanno presentate in FIGC le domande per utilizzare il Lodo Petrucci. In Federazione, da parte delle città interessate, dovrà arrivare una "manifestazione di interesse" con in allegato una fideiussione. Ci sarà tempo fino al 25 luglio per presentare tutta la documentazione. L’organico della Commissione per il "Lodo Petrucci" è composta dai consiglieri federali Galliani, Macalli, e Grosso e dall’avvocato Giancarlo Gentile. Chi non aderirà al Lodo Petrucci entro i termini stabiliti rischia di restare almeno un anno senza calcio. Qualche società, infatti, andrà fino in fondo per cercare di essere riammessa nel campionato di competenza, ma se anche CCA Coni, Tar Lazio e Consiglio di Stato dovessero respingere i ricorsi, per chi non si è mosso per tempo non sarebbe più possibile percorrere la strada tracciata dall’articolo 52 delle Noif.

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