Carratelli: “Difesa ridicolizzata, la supeiorità dell’Athletic è stata disarmante”

Il sogno del Napoli, l’impresa, la qualificazione ai gironi di Champions sono durati un quarto d’ora allo stadio San Mamés dopo il vantaggio di Hamsik a inizio di ripresa (47’). L’Athletic Bilbao ha avuto un momento di choc, ma ha ripreso subito il filo del gioco che aveva condotto da padrone nel primo tempo, incessantemente sostenuto dal suo pubblico. Tuttavia, sono stati tre errori clamorosi della difesa azzurra a spianare ai baschi la strada del successo e della qualificazione in Champions. Il Napoli affonda nell’Europa League. Il Napoli, che aveva retto nel primo tempo al predominio dell’Athletic, una volta in vantaggio non ha saputo approfittare del colpo a sorpresa. Difesa orrenda e tre gol in rimonta dei baschi. Sul pareggio, Aduriz si staccava da Maggio (blocco di Gurpegui su corner) e segnava in solitudine, Albiol in ritardo (61’). Il secondo gol nasceva da un pasticcio collettivo fra Albiol che non intercettava al limite, Rafael che mancava l’uscita, Maggio distante e ancora Aduriz, ringraziando sentitamente i tre allocchi napoletani, metteva in rete a porta vuota (61’).

Rimontato in sette minuti c’era ancora la speranza di un pareggio con più gol che sarebbe stato favorevole agli azzurri. Ma il Napoli non c’era più e la difesa concludeva la sua serataccia dando via libera a Ibai Gomez per il terzo gol (74’). Sul lancio lungo di Lopez (19 anni), Aduriz in fuorigioco evitava di intervenire e sbucava Ibai Gomez per il gol facile-facile, difesa ferma per l’offside ininfluente del centravanti. Partita in mano all’Athletic sin dall’inizio. La differenza a centrocampo è stata notevole. I centrocampisti baschi intercettavano e costruivano, Jorginho e Gargano difendevano in affanno e davano via la palla di nuovo agli avversari. Due erano le novità di Benitez rispetto all’andata: Ghoulam per Britos e Mertens per Insigne. Non hanno inciso. Tutto il Napoli è stato al di sotto delle aspettative. Si è difeso strenuamente nel primo tempo. Alla fine, non ha mai tirato in porta se si esclude una conclusione non irresistibile di Higuain parata da Iraizoz (65’). Nettamente superiore l’Athletic, fisicamente brillante e, soprattutto, convinto di farcela. Ha aggredito immediatamente gli azzurri con un pressing alto e tre linee compatte (difesa, mediana e centrocampo). Pressavano gli attaccanti costringendo il Napoli a dare spesso palla indietro a Rafael. Il Napoli non riusciva mai a ripartire, inchiodato nella sua metà campo. Ancora partita persa sulla fasce. Callejon in stato di forma precario quasi nullo contro Balenziaga. Mertens sempre anticipato da De Marcos non accendeva mai la miccia del suo scatto irresistibile. Higuain non aveva un solo pallone utile, si innervosiva, si faceva anche ammonire per proteste (42’). Il Napoli non è stato mai veramente in partita. A centrocampo, Iturraspe (contro Hamsik), Benat (contro Jorginho), Rico arrivavano sempre primi sulla palla e macinavano gioco in continuazione. Nei contrasti erano più reattivi. Neanche Gargano (confermato al posto di Inler) risultava incisivo come nel match di andata. La difesa ballava a sinistra per le difficoltà di Ghoulam a contenere Susaeta, mentre De Marcos veniva sempre avanti rubando l’iniziativa a Mertens. Sulla destra, Maggio difendeva bene nel primo tempo contro Muniain, aiutato da Callejon, ma crollava nella ripresa. Koulibaly alternava interventi positivi a incertezze, Albiol neanche giganteggiava. Due gol del centravanti basco hanno praticamente ridicolizzato i centrali azzurri. L’Athletic ha attaccato con grande incisività e, a parte i gol, supremo regalo della difesa del Napoli, ha sfiorato il bersaglio almeno quattro volte. Nel primo tempo, su corner, Gurpegui sovrastava Ghoulam e di testa mancava la porta (23’). Poi sul cross di De Marcos, Rafael sbagliava l’uscita e Laporte mandava alta la più ghiotta delle palle-gol (27’). Nella ripresa, Rafael si opponeva a una conclusione violenta da fuori area di Balenziaga (50’). Dopo i gol, l’Athletic mancava ancora di segnare. Rafael respingeva a stento il tiro di Lopez (79’). Aduriz concludeva alto a due passi da Rafael (80’). I cambi del Napoli (56’ Britos per Ghoulam infortunato, 70’ Insigne per Hamsik, 77’ Zapata per Mertens) non hanno avuto storia. La superiorità dell’Athletic è stata disarmante per un Napoli che, col tempo, perdeva forza e lucidità. E fra quattro giorni è campionato, a Marassi contro il Genoa.

 

ilroma

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