Conti amari con un passato felice, Sarri che fine hai fatto?

La dicotomia Maurizio Sarri e Napoli ha rappresentato negli anni 2015-2018 un rapporto d’amore, di passione e di gioia che i tifosi azzurri non dimenticheranno mai. Poi però e per l’epilogo di una storia bellissima e per le scelte dello stesso allenatore toscano, il rapporto è mutato ma nulla potrà mai ledere quello che è stato il Sarrismo.

Ieri per la prima volta dopo le stagioni in bianconero, Sarri è tornato al Maradona vestito con colori simili a quelli dei partenopei, in una serata speciale nel ricordo del più grande: la partita è finita 4-0 con l’allenatore della Lazio che ha preso una vera e propria lezione di calcio dal suo collega toscano Spalletti. A tratti il gioco dei casalinghi pareva simile a quello che è stato negli anni dei 91 punti, basta considerare i 50 passaggi che hanno portato al 4-0 finale di Fabian Ruiz. E dunque la domanda esce fuori facilmente, dov’è finito Maurizio Sarri, il comandante che assaltava il palazzo e che incantava mezza Europa con un gioco offensivo, rivoluzionario e spettacolare?

Inizio di stagione mediocre

La classifica parla sempre chiaramente, la Lazio ha 21 punti come la Juventus, è all’8 posto ma ha già perso 5 partite ma ha le stesse identiche statistiche di un anno fa (esattamente dopo 14 partite). Vedendola sotto un mero punto di vista statistico, Sarri non ha fatto niente in meno rispetto a Simone Inzaghi ma ciò che preoccupa la piazza romana è il gioco e gli atteggiamenti mostrati in queste ultime uscite dai giocatori. Tolti gli exploit di inizio stagione e la vittoria nel derby, non ha mai convinto il gioco e l’impronta Sarriana. In più i vari Luis Alberto, Milinkovic Savic ed Immobile stanno rendendo molto di meno rispetto ai ritmi dello scorso anno, e ciò è incredibile se consideriamo che lo scorso anno Ciro Immobile ha vinto la scarpa d’oro come miglior marcatore. Ciò che anche è vero, è la capacità di Maurizio Sarri nel lungo andare a migliorare, una tendenza che si è vista sia a Napoli che a Torino, quindi la speranza per i tifosi laziali è di attendere con molta pazienza che la squadra si adatti al gioco dell’allenatore toscano, considerando che comunque il passaggio tra Inzaghi ed il nuovo coach dopo tanti anni di guida non è oggettivamente facile.

Il dito contro una rubrica di pianeta napoli
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