COPPA CAMPIONI ANNI 91 E 92

COPPA CAMPIONI ANNI 91 E 92 src=

Oltre ai campioni del Milan, dopo tre anni riprova la scalata ai vertici d’ Europa il Napoli di Maradonaalla sua ultima stagione italiana. Ma entrambe non avranno fortuna; i partenopei sconfitti agevolmente con un 5 -0 complessivo gli ungheresi dell’ Ujpesti Dozsa ( 3 -0 al S.Paolo con le uniche due reti messe a segno in Coppa Campioni da "Dieguito" ), nel 2° turno cadono non senza profonde recriminazioni di fronte ai russi dello Spartak Mosca . A Napoli ben tre pali frenano gli azzurri, che nel finale rischiano di essere beffati da un doppio legno a loro volta colpito dai sovietici. Lo 0 -0 finale fa rimanere intatte le speranze di qualificazione, ma nel giorno stabilito per la partenza per la Russia avviene l’ incredibile : Maradona, in uno dei suoi capricci divenuti tristemente noti, si chiude a riccio nella sua abitazione e si rifiuta di partire !. A nulla valgono gli sforzi dei suoi compagni più fidati; Diego è irremovibile, a Mosca è deciso a non andare. Ma al buon Diego la notte porta consiglio, e con un versamento pronta cassa di 30 milioni noleggia un aereo, e poco prima della mezzanotte di martedì 6 novembre ( l’ indomani le squadre sarebbero scese in campo ), eccolo giungere nella città del Cremlino. Il tecnico azzurro Bigonperò gli preferisce Zola, facendolo entrare al posto del fantasista sardo solo al 64° minuto. A nulla valgono gli ulteriori sforzi di Diego e compagni : ancora un palo ( colpito da Incocciati al 75° ) frena gli azzurri verso una non immeritata qualificazione. Concluse senza reti entrambe la gare, il ricorso alla "roulette russa" dei rigori diventa inevitabile : l’ unico penalty sbagliato è quello dello stopper Baroni, è purtroppo risulterà decisivo ai fini del risultato, che vede prevalere lo Spartak per 5 -3. Il Milaninvece, superati i 16° di finale d’ ufficio perché campioni in carica, trovano negli ottavi fiera resistenza da parte dei belgi del Bruges, che li bloccano sul nulla di fatto a S. Siro; ci vorrà una prodezza del giovane mediano Angelo Carbone, che segna con un gran tiro da fuori per risolvere la pratica nel match di ritorno. Disgraziatamente però, reagendo all’ ennesimo intervento scorretto da parte dei difensori avversari, il pur flemmatico Van Basten a causa di una gomitata viene espulso nel finale. La sua assenza peserà come un macigno nei quarti di finale, avversario una nuova realtà del calcio del vecchio continente, i francesi dell’ Olympique Marsiglia. A Milano è il futuro milanista e "pallone d’ oro" Jean –Pierre Papin ad impattare il gol iniziale di Gullit. Al ritorno sarà decisivo un gol al 75° del talentuoso inglese Waddlea far sfiorire il sogno della terza coppa consecutiva al club di Via Turati. La gara sta per terminare, quando improvvisamente uno dei grandi riflettori si spegne ; l’ arbitro, lo svedese Karlsson invita le squadre a rimanere sul terreno di gioco, in attesa che il guasto venga sistemato, ma il vice –presidente rossonero Adriano Galliani non vuol sentir ragioni, ordinando ai suoi di abbandonare il campo, nonostante appena 7 minuti dopo l’ inconveniente venga parzialmente risolto,consentendo una visibilità più che accettabile. L’ abbandono del terreno di gioco costerà caro ai milanisti: l’ U.E.F.A. squalificherà i campioni uscenti da tutte le competizioni per tutto il 1991 -92, impedendo loro la partecipazione alla Coppa UEFA. Sono proprio i giustizieri di Sacchi e c. a giungere in finale nel nuovissimo stadio di Bari, progettato dal famoso Architetto Renzo Piano per i mondiali italiani del 1990, avversario un’ altra vecchia conoscenza del Milan, la Stella Rossa dei futuri " italiani" Mihajlovic, Savicevic e Pancev. Erano trascorsi 14 anni dall’ ultima volta che la finale venne disputata nel nostro paese. La scelta cadde sul capoluogo pugliese grazie ai buoni uffici di Antonio Matarrese, barese d’ origine e vice – presidente dell’ Uefa. La partita, molto poco spettacolare per la verità, fu decisa a favore degli slavi ai calci di rigore, che ne realizzarono 5 contro i 3 centrati dai marsigliesi. Per la 1° ed anche unica volta, la coppa farà tappa in Jugoslavia, visto lo scoppio imminente della guerra che avverrà di lì a poco.

1991 – ‘92

Novità assoluta per il calcio italiano: a rappresentarlo scende in campo la scanzonata Sampdoriadi Vialli e Mancini, che ha incastonato con la gemma del tricolore, un diadema pieno di successi iniziati nel 1985 con la conquista della Coppa Italia . La Coppa cambia formula, dando la prima svolta ad un cliché mai mutato dal 1955. Innanzitutto viene disputato un turno preliminare che consentirà a 4 formazioni di approdare ai sedicesimi di finale. Giocati i sedicesimi e gli ottavi sempre ad eliminazione diretta, le restanti otto formazioni si dividono in due gironi da 4 cosiddetti all’ italiana, con partite di andata e ritorno, dando modo a più società di ottenere un maggior numero di incassi. Le prime classificate dei due gironi saranno ammesse alla finale, da disputarsi sempre in campo neutro in un unico confronto. I doriani surclassano i norvegesi del Rosenborg con un complessivo 7 -1, e negli ottavi di finale superano una delle nobili decadute del grande calcio europeo, l’ Honveddi Budapest , che, se ci fosse già stata la coppa nei primi anni ’50, ne avrebbe vinta probabilmente più di una, visti i giocatori militanti nelle proprie file ( Puskas, Czibor, Hidegkuti ). Pur con qualche patema, i blucerchiati passano il turno, ribaltando per 3 -1 in casa la sconfitta per 2 -1 rimediata in Ungheria. Nel girone di semifinale i liguri debbono vedersela con i campioni in carica della Stella Rossa, con i belgi dell’ Anderlecht, e con i greci del Panathinaikos. L’ inizio è scoppiettante, con un perentorio 2 -0 i belgradesi vengono battuti a Marassi, ma un’ imprevista sconfitta a Bruxelles per 3 -2 contro l’ Anderlecht complica sensibilmente il cammino verso la finale di Londra, nonostante la vittoria in casa per 2 -0 contro gli stessi biancomalva, ed il pareggio a reti bianche ottenuto in trasferta contro il Panathinaikos. Decisiva a questo punto diventa la gara in campo neutro a Sofia in Bulgaria contro la Stella Rossa, che non può usufruire del proprio stadio a causa della guerra in corso nell’ ex Jugoslavia. La solita perla su punizione del futuro doriano Mihajlovicsu punizione è di cattivo auspicio, ma con una straordinaria prova di carattere la squadra di "Zio Vujadin" Boskov capovolge il risultato già nel 1° tempo consolidando il successo nel finale grazie a due reti di Mancini e ad una di Vialli, imponendosi alla fine per 3 -1. Le porte di Wembleyil 20 maggio 1992 così si spalancano ai pupilli del compianto Presidente Mantovani , che dovranno battersi contro il Barcellona di Johaan Cruyff, che schiera nelle sue fila stelle di prima grandezza che rispondono al nome del bulgaro Hristo Stoichkov e all’ ex juventino Micheal Laudrup. La gara vibrante ed appassionante, non registra gol per puro caso, viste le numerose occasioni da una parte e dall’ altra; i catalani colpiscono un palo con Bakero, mentre G.Luca Vialli fallisce per un soffio ben tre palle-gol. E’ una terrificante punizione da 25 metri del libero olandese Ronald Koeman, detto per l’ appunto "Rambo" per la potenza del suo calcio, a decidere la sfida al 110° minuto, regalando così a Cruyff la palma di primo tecnico ad essersi aggiudicato la Coppa, dopo averla vinta da giocatore. Dopo tanti infruttuosi tentativi, finalmente il " Barca" corona il sogno di diventare leader in Europa. Per la Sampdoria, uscita comunque a testa alta dalla disfida, l’ amarezza di non essere riuscita a concludere in bellezza un ciclo di vittorie forse irripetibile.

Translate »
error: Content is protected !!