Ghoulam 3.0

Il lungo calvario di Faouzi Ghoulam è iniziato nel lontano 2017 in seguito alla rottura del legamento crociato del ginocchio contro il Manchester City. Da quella maledetta sera di novembre la carriera dell’algerino ha subito un brusco cambiamento, fatto di più bassi che alti. Durante il percorso di recupero, non manca l’ennesima ricaduta con la frattura della rotula. Il periodo che val dal 2019 al 2020 è stato caratterizzato da tanti problemi fisici che lo hanno tenuto ancora lontano dai campi di gioco. Eppure lo scorso anno, contro il Bologna, si era ripresentata l’ennesima opportunità per mettersi il passato alle spalle.

Ma ancora una volta l’ex Saint Etienne è costretto ad alzare bandiera bianca. Nessun contrasto ma durante un allungo il ginocchio causa ancora dolore, l’incubo del crociato diventa nuovamente realtà. Da quel momento in poi non ha più messo piede in campo. Nonostante fosse passato il tempo necessario per la convalescenza, con Luciano Spalletti, nella prima parte di stagione, non ha giocato. Ci si ripeteva continuamente che fosse pronto, ma del campo nemmeno l’ombra. Ad oggi possiamo dire, che la seconda parte di stagione iniziata nell’emergenza totale tra Coppa D’Africa, Covid ed infortuni, Faouzi Ghoulam è una piacevole riscoperta. Qualche minuto nelle gambe per carburare rispettivamente contro Milan e Spezia.

Poi la prima da titolare in stagione, ben 95′ all’Allianz Stadium di Torino che si sommano ad altri 80′ contro la Sampdoria al Maradona. Contro la Juventus difficoltà iniziali inevitabili, ma col passare dei minuti la crescita sul piano fisico è stata importante e gli ha permesso di restare in campo per tutta la gara. Insomma, per ricordare una partita da titolare prima di questa, bisogna riportare la mente indietro di undici mesi, contro il Benevento. Faouzi sembra svestirsi dall’appellativo di calciatore misterioso, anzi si è dimostrato una certezza in queste due partite dove un po’ tutti i superstiti sono costretti a fare gli straordinari.

Il terzino azzurro è sempre pronto a lottare su ogni pallone, mantiene bene la sua posizione e si concede anche qualche falcata come ai vecchi tempi. Attento in fase di non possesso e presente in zona offensiva, dando spesso e volentieri manforte al centrocampo. Insomma ogni volta che lo si rivede in campo, resta sempre quell’amarezza del poteva essere ma non è stato. All’epoca era uno dei migliori terzini in circolazione al mondo, poi gli infortuni hanno influito inevitabilmente.

Il futuro sembra ormai essere scritto, dopo lunghi 8 anni a fine stagione potrebbe arrivare la separazione a  scadenza di contratto. Complice anche la volontà della società di dare un taglio al monte ingaggi. Ma se del futuro non c’è certezza, allora godiamoci il presente. Ancora una volta bentornato Faouzi, la sensazione è che, seppure per soli sei mesi, ci siano ancora molte pagine da scrivere prima del finale. Un calciatore che ad ogni modo resterà nel cuore dei tifosi per il suo grande spessore umano.

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