Il Napoli è alle corde

Non ci sono più giustificazioni, non c’è più molto da dire e non ci sono più scuse per coprire il rendimento stagionale del Napoli campione d’Italia: un altro pareggio maturato sul campo della penultima, un vantaggio realizzato solo grazie all’errore di Augello e un pari subito nei minuti di recupero per l’ennesima disattenzione difensiva della stagione. Non è colpa di Juan Jesus, non sono gli errori di Simeone o di Politano, sono tutti responsabili a pari merito. La squadra non lotta più con quella voglia felina di vincere ogni contrasto, lo stesso argentino lascia Dossena liberissimo di servire Luvumbo senza un principio di pressing. Politano entra e non incide, tratta con sufficienza l’occasione nitida dello 0-2 e permette al Cagliari di crederci. Calzona è l’ultimo arrivato, non può certamente avere le stesse responsabilità dei giocatori che in campo non dimostrano di crederci, di lottare e di vincere le partite. Sembra essersi spento il fuoco che alimentava le passioni dello scorso anno, la rosa sembra morta e senza stimoli. La posizione in classifica è solo una cartina tornasole della stagione pessima che il Napoli sta affrontando, nono posto in classifica e posizionamento in champions league che sembra un miraggio. Se vincere aiuta a vincere, il Napoli preferisce continuare a perdere punti con le medie/piccole squadre, gli obiettivi sono già quasi tutti sfumati e la stagione potrebbe essere la peggiore della gestione De Laurentiis: la squadra è indolente. è egoista e non sembra risalire il fondo. Le lacrime di Olivera sono la fotografia della stagione: il Napoli è alle corde.

Il dito contro una rubrica di pianeta napoli
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