Non si spicca il volo se si ha paura di volare

È successo di nuovo, per l’ennesima volta, contro lo stesso avversario ma in un contesto diverso e più favorevole. Il dito contro della settimana è indirizzato per ovvi motivi al disastro azzurro che è maturato nella gara di ieri, gli azzurri sono stati chiamati per l’ennesima volta a spiccare il volo, a confermare le premesse dell’attesa e a ribadire ciò di quanto positivo era accaduto nel precedente match al Gewiss stadium di Bergamo. Di fronte il solito avversario tosto e ben organizzato, capace di mettere a segno 9 goal agli azzurri in sole 3 sfide. La fiorentina di Italiano si trasforma nel Real Madrid più glorioso degli anni 80, e come nel 2018 taglie le speranze di titolo iridato ai partenopei. La gara ha una lettura semplice, il Napoli approccia meglio ma sciupa le proprie occasioni e viene giustamente punito per poi crollare mentalmente; non è bastata nemmeno la scossa del solito Mertens (il suo utilizzo sarà argomento più avanti) a vincere la partita e una super organizzazione degli uomini di Italiano chiude il match sul 2 a 3.

L’Inter raggiunge quindi gli uomini di Spalletti, mentre il Milan non allunga crollando 0 a 0 con il Torino. Ma il punto centrale del nostro argomento riguarda il nefasto pomeriggio del Maradona. Spalletti ha correttamente galvanizzato l’ambiente in conferenza stampa, parlando di sogni, di supereroi e di un gioco moderno. Il pubblico ha risposto presente, in 60 mila si sono però illusi nell’arena flegrea, ormai diventato terreno di conquiste. Sono difatti 5 su 6 le sconfitte del Napoli tra le proprie mura, un rendimento pessimo ed inspiegabile per una squadra che in trasferta vanta una sola sconfitta. Così non va e Luciano Spalletti ne è a conoscenza, sue sono le scuse immediate rivolte ai tifosi per demeriti totali dei suoi giocatori che hanno subito per 90’ il pressing e la gestione di una viola decimata da assenze ed infortuni. La fortuna però pare non voler abbandonare la città, il Milan non vince e non allunga a Torino e dunque le speranze di titolo sono ancora molto vive, ma il trend non è cambiato neanche in questa giornata, e sorgono dubbi nelle prossime partite. La questione sono gli sbalzi di gioco e la tenuta mentale di una squadra che nonostante le mille vicissitudini è ancora seconda in classifica e agganciata al primato. Servirà una seria inversione di rotta per le prossime uscite, sono solo 3 le partite da giocare in casa e un’altra sconfitta non potrà essere accettata…

Il dito contro una rubrica di pianeta napoli
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