Il personaggio della settimana – Fari puntati su Gattuso ma il tecnico non è l’unico responsabile

 

E’ Gennaro Gattuso, e non poteva essere altrimenti, il personaggio della settimana in casa Napoli. L’andamento altalenante del suo Napoli ha acceso i riflettori sulla guida tecnica azzurra che, stando alle notizie dei quotidiani, pare essere sotto osservazione anche da parte della società e il cui rinnovo sembra, ormai, sempre più improbabile.

L’ambiente partenopeo, tra addetti ai lavori e tifosi, si è già diviso sul tema: c’è chi ne chiede a gran voce l’esonero e chi, invece, ne difende l’operato sottolineando le attenuanti in favore del tecnico, come la contemporanea assenza di Osimhen e Mertens.

La verità, come sempre, sta nel mezzo. Sgombriamo il campo dagli equivoci: Gattuso ha le sue responsabilità ed è, giustamente, in discussione; a quanto pare anche per la società. Le due sconfitte consecutive, quella contro la Juve in Supercoppa e quella di campionato contro il Verona, hanno certificato, qualora fosse stato necessario, le difficoltà e la confusione tecnico – tattica in cui versa il suo Napoli. Ché è l’aspetto più preoccupante, molto di più dei risultati, certamente non lusinghieri se si tiene conto che gli azzurri hanno perso ben 6 gare sulle 18 di campionato disputate.

Un’enormità per chi ha l’ambizione – dichiarata – di rientrare almeno tra le prime 4. Così come preoccupanti sono alcune dichiarazioni dello stesso tecnico a fine gara che, con la schiettezza e la genuinità che lo contraddistinguono, ha ammesso che il piano tattico studiato alla vigilia (e applicato solo nella prima mezz’ora della sfida del Bentegodi), costruito sul gioco in profondità alle spalle della mediana di Juric, non è stato rispettato dai suoi calciatori. Ringhio lo ha spiegato in maniera didascalica nell’intervista a Sky.

Questo, certamente, non pone a suo favore perché può lasciar pensare che la squadra non lo segua (tatticamente parlando, s’intende) ma, allo stesso tempo, rende necessaria qualche riflessione anche sugli stessi calciatori. Sì, perché a molti, a ragione, in questi giorni è sembrato di rivivere gli ultimissimi periodi della – brevissima – era Ancelotti: Napoli apatico, con pochissime idee, confuso e frastornato da non si sa cosa. Un Napoli, insomma, incapace di rendere quanto vale o quanto dovrebbe valere. Pertanto, se è vero che Gattuso non è esente da colpe, altrettanto vero che queste devono necessariamente essere condivise con le altre due parti in causa: squadra e società, senza che nessuno si senta immune.

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