Il personaggio della settimana – Il Napoli e Gattuso scoprono finalmente Elmas

 

“Se me lo prendono, questo è un fenomeno”. Dimaro Folgarida, estate 2019, musica e parole di Carlo Ancelotti. Di chi parlava, al tempo, il tecnico di Reggiolo? Non di Icardi, né di James, che tanto avrebbe voluto, ma di Eljif Elmas: è lui il personaggio della settimana in casa Napoli.

Macedone di Skopje, classe 1999, Eljif Elmas muove i primi passi nella formazione macedone del Fudbalski Klub Rabotnički, con la quale, a 17 anni, fa il suo esordio da professionista. Grazie alle ottime prestazioni fornite con i rosso-bianchi macedoni, attira l’attenzione del Fenerbahçe. Trentaquattro presenze e quattro reti con i turchi gli valgono la chiamata del Napoli e di Carlo Ancelotti nell’estate 2019. 

Sul macedone, come accade spesso per le giovani promesse del calcio, c’è un misto tra curiosità e aspettativa. Si parla di lui come di un diamante grezzo. Le luci della sua prima stagione all’ombra del Vesuvio sono davvero poche, però, – anche e soprattutto – perché tante sono le ombre che avvolgono tutto il Napoli, che vive una delle peggior stagioni dell’era De Laurentiis, probabilmente insieme all’attuale.

Nonostante ciò, riesce a mettere a referto trentasei presenze e una rete. Con Gattuso, che nel frattempo ha sostituito Ancelotti sulla panchina azzurra, non sembra, però, scattare la scintilla e, progressivamente, lo spazio per lui si riduce sempre più, soprattutto nella prima fase di questa stagione. Paradossalmente, difatti, quella che doveva e poteva essere la stagione della sua esplosione, somiglia sempre più, col passare dei mesi e le poche apparizioni, quasi sempre da subentrato, quella della definitiva bocciatura con il tecnico calabrese che dimostra di credere poco nelle sue qualità.

Per di più, lo scarso utilizzo è accompagnato da un’incertezza di fondo sul ruolo e sulle capacità del ragazzo, quasi mai messo nelle condizioni di poter dimostrare le proprie – eventuali – qualità ma impiegato ora come trequarti, ora come esterno sinistro: insomma, come tappabuchi, alla bisogna. Chiaramente, non la situazione migliore per un ventunenne che ha bisogno di sentire la fiducia del proprio tecnico e di poter “camminare” lungo un sentiero ben delineato, in modo da poter prendere confidenza e fiducia.

La chiave di volta, però, si ha, soprattutto per necessità, dopo la sconfitta di Verona: il Napoli crolla vertiginosamente e la panchina di Gattuso non è mai stata così a rischio. Il tecnico, allora, prova a rinsaldarla ritornando all’antico: accantona Bakayoko e il 4-2-3-1 (qui il discorso sarebbe lungo perché chiaramente il modulo dipende dagli interpreti e dalle consegne del tecnico) e si rifugia nel vecchio e caro 4-3-3. Non potendo fare affidamento su Lobotka per evidenti motivi, rimandato Bakayoko, l’unico che può completare il terzetto di centrocampo e far compagnia a Demme e Zielinski è proprio Elmas.

Due partite da titolare da mezzala nel 4-3-3, due buone prestazioni condite da due reti, quella che sblocca la partita col Parma da simil fenomeno. Ed ecco che sulla figura di Eljif Elmas le ombre cominciano a far posto alle luci; si comincia a far luce, finalmente, anche sul ruolo del macedone che, evidentemente, è quello di mezzala. L’ex Fenerbahçe, che dovrà comunque confermare quanto di buono fatto vedere nelle ultime due uscite, all’improvviso si scopre risorsa vitale per il Napoli di Gattuso perché l’unico, insieme a Zielinski, che può garantire cambio di passo e imprevedibilità alla mediana azzurra, vittima finora delle cadenze compassate del duo Fabián-Bakayoko.

Ora starà a lui continuare sulla stessa falsa riga delle ultime due prestazioni e confermare quanto di buono si è sempre detto sul proprio conto e a Gattuso confermarne la titolarità già dalla sfida di Coppa Italia con l’Atalanta, anche a costo di dover rinnegare qualche scelta fatta in estate (v. Bakayoko).

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