Il problema azzurro risiede in alto

Questo dito contro sarà più serio e duro rispetto ai precedenti. Il tempo di puntarlo contro allenatore e squadra è superato, dopo la prestazione domenicale non ha nemmeno valore incolpare qualcuno o qualcosa, dei commenti non spiegherebbero abbastanza la vergogna assistita al Castellani. Il punto dell’articolo di oggi vira contro la società azzurra, capace di realizzare un altro spettacolo indecoroso che si affianca a quello sportivo visto nel rettangolo di gioco. Andiamo per ordine: alle 17:44 di domenica 24 aprile (poco dopo il fischio finale in toscana) la società Napoli pubblica un comunicato stampa su Twitter nel quale s’informa l’imminente inizio del ritiro per la squadra dopo la ripresa degli allenamenti in programma martedì. Dopo circa due ore invece viene annunciato (tramite un commento Twitter) che la decisione del ritiro è stata presa da Spalletti e condivisa dalla società. Nella mattinata del 25 aprile invece, l’ultimo comunicato dei tre viene pubblicato dalla società sul proprio sito nel quale si evince:

la società, la direzione sportiva, l’allenatore e lo staff hanno deciso che la cosa più importante da fare in questo momento sia quella di integrare l’abituale scheda quotidiana di allenamento. I turni di lavoro resteranno gli stessi con una grande attenzione per le singole componenti individuali e per il gruppo. Riunioni di teoria e valutazioni delle prossime partite, come sempre fatto. Il tutto integrato, e questa è la novità, da incontri serali a cena per aprirsi maggiormente su eventuali criticità, problematiche, incomprensioni, qualità di gioco, tutto per massimizzare l’eccellente qualità dei nostri calciatori dimostrata nella prima parte della stagione. 

Dunque, se post gara la decisione era stata presa per un ritiro serio e lungo fino al match di sabato in casa con il Sassuolo, il comunicato di lunedì cambia il tutto aggiungendo una novità assoluta nel mondo dei ritiri: gli incontri sociali. Il gruppo del Napoli è un gruppo coeso ma soprattutto uguale da ormai 2 anni. Gli interpreti sono sempre gli stessi e le new entry si sono amalgamate bene come Osimhen, Anguissa ma soprattutto Juan Jesus molto affiatato con i compagni. Dunque la scelta di porre degli incontri sociali a cena e di forzare il gruppo a stare insieme non trova molto senso, sopratutto se poi i calciatori torneranno nelle proprie abitazioni in tarda serata. Sui soliti quotidiani si è letta la notizia che l’hotel di fianco il Konami training Center sia addirittura pieno e che la decisione di cambiare il ritiro sia dovuta a questo, sono ovviamente chiacchiere da giornali e non trovano conferma. Ciò che lascia di stucco è invece il modo di gestione di un caso caldo come quello che va a profilarsi per le ultime 4 partite per gli azzurri. La società ha dato l’ennesima dimostrazione di non essere all’altezza con le avversarie in Italia: uno scarso (quasi nullo) mercato di riparazione invernale, una gestione ridicola dei giocatori in scadenza di contratto, un allenatore che nonostante una squadra migliorata non ha migliorato lo score dello scorso anno e per ultimo una gestione umana e sociale da dimenticare. I conti si faranno a fine stagione, l’obiettivo societario dista pochissimi punti e sarebbe CLAMOROSO non riuscire a centrarlo, ma questa stagione ha dato l’ennesima prova che se la società SSC NAPOLI vuole qualcosa in più di un piazzamento in champions league, devono cambiare tante…tantissime cose.

Il dito contro una rubrica di pianeta napoli
Il dito contro una rubrica di pianeta napoli
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