In fondo le vittorie non sono mai state il vero problema

Lunedì a Palazzo Petrucci è andata di scena la presentazione del prossimo ritiro a Castel Di Sangro. Aurelio De Laurentiis, come spesso accade, durante le sue interviste è stato un “fiume in piena” che ha toccato diversi argomenti a 360°. Alcune dichiarazioni non sono affatto piaciute ai supporters azzurri: partendo dalla “vile moneta” in riferimento a Kalidou Koulibaly e Mertens passando per la questione del “non voler vincere lo Scudetto”. Di seguito un brevissimo stralcio delle sue dichiarazioni: “La continuità nella SSC Napoli, dalla mia presidenza in poi, non si è mai avuta. Perché voi dal 1926 fino al primo scudetto non avete vinto nulla in 60 anni. Allora non potete rimproverare a me che non voglio vincere lo Scudetto”.

In linea generale non è un’affermazione del tutto errata. Il Napoli in quell’arco dei 60 anni non ha vinto. Poi il periodo più fruttuoso, in termini di trofei, combacia con l’arrivo del calciatore più forte della storia del calcio: Diego Armando Maradona. Due Scudetti, una Coppa Italia  una Coppa Uefa ed una Supercoppa Italiana. Ed è pur vero che il Napoli dell’era ADL è essere il secondo migliore della storia con quattro trofei ed una continuità anche di presenza in campo europeo dove agli azzurri manca soltanto l’ultimo step, quello più difficile da raggiungere. Dove per poterlo raggiungere tutte le componenti dovrebbero soltanto volerlo per crederci con maggiore fermezza durante la stagione.

Il punto è che non essere un club vincente non deve escludere la possibilità dei tifosi di avere quell’ambizione di poter sognare in grande. In fin dei conti dopo il ritorno in Champions è contemplabile che i tifosi possano mostrare il loro malcontento per come si stava mettendo la stagione. Dove in un momento cruciale la proprietà è stata assente ed i calciatori e l’allenatore sono andati in tilt nel momento migliore. Probabilmente il riferimento sottinteso del numero uno azzurri potrebbe essere anche indirettamente agli striscioni continui, apparsi nelle scorse settimane nelle strade di Napoli.

Siamo sicuri che sia soltanto un problema di vittorie? La realtà è che i supporters azzurri vorrebbero maggiore unione tra città, squadra e la stessa società. Una maggiore considerazione che passa attraverso piccoli gesti, come il rispetto nel chiedere scusa, ad esempio, come accaduto dopo il 6-1  a Bodo per la Roma. Un rispetto nei confronti della stampa che vedono screditarsi il proprio lavoro attraverso comunicati per poi sentirsi confermare in altre forme quanto scritto. E dunque il modo di rapportarsi con chi sta dall’altra parte. Un altro aspetto messo sotto la lente di ingrandimento è la mancanza di un progetto duraturo dove arrivare in Champions ogni stagione è l’unico obiettivo.

Questi aspetti sono alla base del malcontento della città partenopea. Dove lo si riscontra sulle semplici discussioni social o nelle strade della città. Perché in fondo a Napoli le vittorie non sono mai state il vero problema.

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