Insigne, cercasi un capitano

Male, molto male l’atteggiamento del capitano azzurro del Napoli. Nella disfatta partenopea di ieri pomeriggio, l’esterno capitano della squadra azzurra è stato intangibile e mai determinante. 68′ i minuti giocati, entrato al posto di Zielinski (problemi respiratori per il polacco), non è riuscito a creare un’occasione pericolosa nonostante per ben due volte è stato ben pescato prima da Lozano e poi da Ounas. 2 i tiri in porta, pochi, pochissimi visti i tanti tocchi di pallone (67). E poi troppe le palle perse, con 14 possessi regalati agli avversari e un approccio molle, senza molta voglia e capacità di lavorare duro e sudare.

Nei momenti difficili della squadra, il gruppo deve appoggiarsi al suo capitano, al leader azzurro che da sempre si è preso la fascia di capitano e che quindi ha delle grandissime responsabilità. Ciò che anche è vero, è che il giocatore di Frattamaggiore rientrava da un infortunio muscolare patito a Sassuolo (quando uscì dopo i primi 45′). Non tutte le colpe della sconfitta di ieri sono del capitano con il numero 24, la squadra in toto è sembrata troppo discreta e sicura di se, sottovalutando l’avversario e non riuscendo a sbloccarla. Ora 1 settimana distacca la partitissima di domenica sera a San siro quando Milan e Napoli si sfideranno per decretare l’anti Inter, prima che il campionato si fermi il 22 dicembre,  quando il Napoli sfiderà lo Spezia in casa al Maradona. La speranza è di ritrovare la forma giusta, sia fisica ma soprattutto mentale, al fine di concludere quest’anno nel migliore dei modi.

 

Il dito contro una rubrica di pianeta napoli
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