L’ investimento Gayá: la chiave dell’enigma

Il patrimonio della  fascia sinistra napoletana resterá negli annali l’argomento più discusso e animato in ogni ambiente sportivo-calcistico che si rispetti. Un rebus surreale, un tabú da sfatare. Eppure, con un occhio concreto sul mercato europeo, può esser scongiurato un problema che si ripete costantemente da tre anni or sono. La squadra partenopea necessità di un profilo strong, di livello superiore rispetto agli interpreti attuali, troppo spesso discontinui e criticati. Ormai la piazza è esigente, intraprendente, desiderosa di  rivivere quella magia svanita di colpo in un passato recente che ancora oggi procura  dolori al cuore e all’anima.

Proviamo a tracciare il profilo definitivo del “mister x” che il Napoli merita e di cui ha realmente bisogno. La catena mancina deve esser rappresentata da un atleta giovane, dinamico, propositivo e caparbio in fase offensiva.

CARATTERISTICHE TECNICHE- Se parliamo di soluzioni, José Gayá è il problem solver per eccellenza. Rising star del calcio spagnolo, vero e proprio predestinato, raccoglie l’eredità di Bernat , Mathieu e Guardado a soli vent’anni divenendo titolare inamovibile e bandiera del Valencia. Terzino di spinta dotato di velocità e rapidità, abile nel dribbling e negli spazi stretti. Con gli anni è migliorato molto anche in fase di non possesso, soprattutto nella marcatura preventiva e nel posizionamento difensivo in fase di fuorigioco. Combatte i limiti fisici strutturali con un’esplosività e una tenacia da lode assoluta: non a caso, è attualmente il capitano dell’ équipe valenciana.

ASPETTO CONTRATTUALE- Giocatore affermato a livello mondiale, stimato e corteggiato dalle big europee, è reduce da una stagione nefasta che ha ridimensionato le casse e i progetti della terza squadra più supportata di Spagna. Il giocatore possiede ambizioni che vanno ben oltre la tetra realtà che è costretto a vivere. Cerca un riscatto speciale, un salto di qualità totale, a livello economico e calcistico. Considerato il monte ingaggi attuale dei colleghi di reparto Mario Rui e Ghoulam (4,5 milioni complessivi), si potrebbe seriamente ipotizzare ad una rivoluzione senza precedenti mettendo sul piatto un’offerta adeguata (valore di mercato: 30 milioni, stipendio netto: 3,2 milioni) al secondo miglior terzino sinistro iberico, secondo solo ad un mostro sacro come Jordi Alba.

Strategia semplice: monetizzare con queste due cessioni risparmiando sugli esosi emolumenti percepiti, reinvestire cash in un affondo decisivo per un potenziale top player, che a soli  26 anni è nel fiore della maturità professionale.

Per completare l’opera, si potrebbe valutare una riserva di prospetto, un vice senza miracoli capitalistici. Un intervento mirato ed oculato per una metamorfosi epocale volta a restaurare e migliorare gli antichi fasti di una fetta di campo che ha garantito le fortune azzurre.

 

 

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