LA “TRAPPOLA ROSSA” INGABBIA CALAIO’

Stadio "Dino Manuzzi" di Cesena, minuto 38 del secondo tempo, Turci vola per spedire il colpo di
testa di Sosa sulla traversa, poi la palla finisce in fallo laterale dopo un rimpallo tra Calaiò e un difensore del Cesena; il guardalinee concede la rimessa ai bianconeri e Calaiò si lascia scappare un "vaffa", Dondarini estrae il rosso. Il day-after presenta due giornate di squalifica per Emanuele Calaiò, combinate dal giudice sportivo; il bomber azzurro è solo
l'ultimo di una serie di cartellini rossi, cominciata a Vicenza con Savini che pure beccò due giornate di stop per aver rivolto frasi offensive al direttore di gara; nelle ultime gare, però, il cartellino rosso è uscito spesso: prima Maldonado atterra l’attaccante del Frosinone procurando un rigore ed espulsione, poi Garics a Parma, sbaglia un tocco semplicissimo e nel tentativo di recuperare su Dedic, commette un fallo da ultimo uomo; perché sta succedendo questo? Cosa scatta nella testa dei calciatori?

E’ chiaro che per darci una risposta, bisogna analizzare singolarmente ogni episodio e cercare di calarci nel contesto di una partita di calcio. Partiamo dal caso Savini: il Napoli è in vantaggio per 1 a 0 sul campo di Vicenza, mancano poco meno di 5 minuti e i biancorossi attaccano a testa bassa per recuperare lo svantaggio; la difesa del Napoli è sotto pressione e Savini, commette l’ingenuità che costa 2 punti. In questo caso le ragioni possono essere molteplici, e forse anche tattiche; la partita è molto sentita, piena di tensione e la difesa azzurra è costretta a soffrire, i nervi sono tesi e qualcuno un può più istintivo, reagisce con incoscienza; è chiaro che con i “se” e i “ma” non si va da nessuna parte, ma immaginiamo un Napoli sul 2 a 0, sarebbe successo? Molto probabilmente no, anche perché con il doppio vantaggio a 5 minuti dalla fine, anche una difesa sotto costante pressione riesce a disimpegnarsi con calma e disinvoltura.

Secondo caso, riguarda il rosso di Maldonado in Napoli-Frosinone; questo è un caso molto particolare; la partita è stata sospesa due volte, non è facile mantenere alta la concentrazione quindi è meglio sorvolare; terzo caso, Garics mette a terra Dedic lanciato a rete da un suo stesso errore, in quel momento il Napoli attaccava, il giovane terzino azzurro è ultimo uomo e tutto passa per un suo errore, c’è poco da dire. A Cesena invece, c’è stato un vero e proprio atto d' ingenuità; la squadra finalmente gioca bene e Calaiò è un’arma importantissima per questo Napoli, mandare a quel paese l’arbitro per una rimessa laterale sembra un pò eccessivo, forse dettato anche dalla stanchezza il che è sacrosanto per quanto corre il bomber palermitano; ma un campione è bravo anche a limare certi difetti, e Calaiò dovrà ancora migliorare visto che spesso parla un pò troppo con direttore di gara e assistenti.

Tensione, pressione tattica, episodi a sfavore, un pizzico d’ingenuità…tutto porta a commettere simili sciocchezze; a queste però bisogna anche aggiungere un fattore che non va sottovalutato; Savini e Calaiò sono gli unici giocatori a mandare a quel paese un direttore di gara? Ma il fallo da ultimo uomo va fischiato quando l’attaccante ha una chiara occasione da gol e non quando il pallone è ormai irraggiungibile? In fin dei conti c’è un po’ tutto, un cocktail chiamato “adrenalina” che a volte ti fa fare giocate esemplari, e gol da cineteca; altre volte però gioca un brutto scherzo. Bisognerebbe modellare questo aspetto, non vorremmo che proprio adesso che il Napoli, gioca in maniera accettabile, rischi di andare in difficoltà per tali carenze. Chi vivrà…vedrà!

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