L’ira di Irrati

Il dito contro settimanale è puntato ovviamente sull’attuale situazione mortificante del sistema arbitri italiano. Siamo solo all’undicesimo turno di serie A ma le polemiche non sono tardate a centrare i dibattiti intorno agli errori commessi durante le partite. Nell’ultima giornata ci sono stati diversi episodi degni di nota, tra tutti il pessimo arbitraggio e gestione in Fiorentina-Inter da parte di Valeri (fermato per un turno proprio a causa del disastro del sabato sera) e il meno disastroso ma comunque errato comportamento di Irrati in Roma-Napoli. È proprio su quest’ultimo dove verrà posta più attenzione, il giudice di gara ha completato una partita senza averla mai gestita e controllata. L’episodio più grave è il mancato penalty a favore del Napoli alla metà del primo tempo: duplice scambio Zielinski-Ndombele che porta quest’ultimo da solo davanti a Rui Patricio; la palla è troppo lunga quindi il francese (da immagini) sposta intelligentemente il pallone verso sinistra per procurarsi il tiro dagli 11 metri, la risposta del portiere portoghese è un minimo tocco sul pallone successivo a quello dell’azzurro che provoca la caduta.

Aldilà di tutti i paragoni che si possono fare con il simile episodio con protagonisti Terracciano e Lautaro, Irrati sbaglia completamente la decisione: prima in maniera istintiva fischia il rigore per il Napoli e non vuole ascoltare le proteste dei giocatori della Roma, poi il Var lo richiama proponendogli una singola telecamera (a DAZN erano andate in scena diverse inquadrature che chiarivano l’anticipo di Ndombele nel toccare il pallone e poi l’intervento del portoghese) e lui annulla la precedente decisione. Il tocco di Rui Patricio non è aggressivo ma è tanto da provocare la caduta del francese e impedirgli la corsa verso la porta; poi proprio il tocco di Ndombele a spostare completamente la direzione del pallone chiarisce i dubbi sulla bontà del rigore.

Oltre la clamorosa svista intorno alla metà del primo tempo, l’arbitro non ha gestito e calmato gli animi della partita, tantissimi cartellini gialli sinonimo di nervosismo in campo, con tantissime trattenute non fischiate e risse sfiorate. In aggiunta in occasione del triplice fischio finale, Irrati espelle per proteste un assistente della Roma e Rick Karsdorp va a protestare veemente pensando di essere lui l’imputato. L’aggressione (così’ andrebbe chiamata) meritava un cartellino e una maxi squalifica, Karsdorp spinge il petto dell’arbitro e crea un testa a testa mancando completamente di rispetto alla giunta arbitrale. Irrati non lo espelle n’è riporta l’accaduto (il giudice sportivo non ha squalificato l’olandese).

Un turno da dimenticare per la serie A e per il panorama italiano intero, l’immagine dell’arbitro aggredito ha già fatto il giro del mondo e la mancata ammenda o squalifica è la prova della bassa qualità della giustizia sportiva italiana.

Il dito contro una rubrica di pianeta napoli
Il dito contro una rubrica di pianeta napoli
Translate »
error: Content is protected !!