Maksimovic: dai 28mln pagati al Toro all’errore di Genova; ora, però, va recuperato

 

Ventotto milioni e cinquecentomila euro. Più bonus. Questa è la cifra che sborsò, ormai quasi cinque anni fa, il Napoli per prelevare Nikola Maksimovic dal Torino. Cairo, numero uno dei granata, fu irremovibile: non fece nemmeno un euro di sconto al suo “collega” De Laurentiis, a cui non consentì nemmeno di inserire nell’affare Mirko Valdifiori; poi, comunque, passato nella città della Mole ma, per ferma volontà dell’editore milanese, con una operazione a sé stante.

Oggi, cinque stagioni – fatta salva la parentesi semestrale allo Spartak Mosca – e 89 presenze dopo si può certamente dire che non fu propriamente un affare per la società azzurra. Gli avvenimenti degli ultimi mesi, tra campo e mancato rinnovo, induco ad affermare che l’acquisto del centrale serbo non fu un affare né dal punto di vista tecnico, né da quello economico visto che tra poco più di tre mesi si svincolerà a parametro zero.

Sotto l’aspetto squisitamente tecnico e sportivo, l’ex Toro non ha evidentemente rispettato le attese, che aveva contribuito a rendere alte viste le ottime performance con la maglia granata. Col Napoli, invece, la scintilla non è mai scattata veramente: prima le difficoltà dovute al passaggio dalla difesa a tre, utilizzata al Torino, a quella a quattro di Sarri che più che una difesa era un’orchestra perfetta che non contemplava stonature; poi quelle dei giorni nostri che lo vedono protagonista in negativo (e gli consegnano di diritto la palma di personaggio della settimana) di un Napoli, quello guidato da Gattuso in campo ma da Giuntoli e De Laurentiis nella stanza dei bottoni, in evidente confusione tecnico, tattica e societaria. Nel mezzo, brevi e sporadici momenti in cui il serbo ha fatto intravedere, specialmente sotto la gestione Ancelotti, quelle qualità mostrate in Piemonte e che avevano indotto il Napoli a vestirlo d’azzurro.
Ma quel Maksimovic, come sottolineato poc’anzi, oltre ad esser durato poco è anche lontanissimo parente di quello che stiamo “ammirando” negli ultimi mesi. L’errore marchiano commesso in Genoa – Napoli, in occasione del primo gol dell’ex Pandev, è solo il punto più basso o, comunque, più evidente, di una serie di prestazioni insufficienti che stanno caratterizzando la stagione del serbo, ampiamente al di sotto dei suoi standard. L’impressione è quella di un calciatore in totale confusione, quasi spaesato; sicuramente non al cento per cento dal punto di vista della concentrazione e della determinazione. Motivare il tutto facendo esclusivo riferimento al contratto in scadenza – e che non verrà rinnovato – appare riduttivo, sebbene evidentemente ogni calciatore reagisca in modo diverso a ciò che gli capita fuori dal campo.

Sta di fatto che mai come adesso, in considerazione delle assenze di Koulibaly fermato dal Covid e di Manolas ai box per il problema alla caviglia, al Napoli servirebbe il miglior Maksimovic. Già da domani, però, perché il tempo è davvero poco: la semifinale con l’Atalanta incombe e gli azzurri, passando il turno, potrebbero conquistare la seconda finale di Coppa Italia consecutiva e, soprattutto, trovare nuova linfa in vista di questa seconda metà di campionato da affrontare in maniera diversa se si vuol ancora avere velleità di conquistare quel piazzamento Champions da cui, probabilmente, dipenderà il futuro prossimo del Napoli.

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