Napoli, il futuro passa anche tra i pali

La questione portieri è un altro tema che tiene banco in casa Napoli. Meret e Ospina, entrambi arrivati sotto la gestione Ancelotti, sono in attesa di scoprire quale sarà il proprio futuro. Con il tecnico di Reggiolo Meret è sempre partito maggiormente avanti nelle gerarchie, salvo poi lasciare il posto all’esperto colombiano in caso di infortuni o comunque per un certo numero di partite. L’ex Spal in quel biennio ha dato molte certezze, rendendosi protagonista in alcune parate strepitose e prestazioni convincenti sia in campionato che nelle coppe. Da quando arrivò Gattuso sulla panchina del Napoli, si è dato spazio ad un vero e proprio dualismo.

L’ex Milan considerata la volontà di costruire il gioco dal basso, ha sempre visto in Ospina l’uomo ideale per esaltare questa caratteristica. Dopo l’addio di Gattuso la musica non cambia e Spalletti continua sulla stessa falsariga. Prime due da titolare per il friulano, che sembrava dovesse essere il portiere titolare, poi l’infortunio rimediato contro il Genoa. Da quel momento ha visto il posto da titolare col contagocce.

Oggi l’infortunio di Ospina, rientro previsto dopo la sosta, restituisce un’altra opportunità ad Alex per lasciare il segno e convincere il Napoli a puntare su di lui per il futuro. Di quel giovane Meret i ricordi sono piuttosto sbiaditi. Non si parla della gara contro la Fiorentina. Ad esempio dove sul gol di Biraghi avrebbe potuto forse lanciarsi con qualche secondo di anticipo, ma la colpa resta decisamente della barriera. Tra l’altro nei tempi supplementari è riuscito ad effettuare una doppia parata all’interno dell’area di rigore.

Ma il discorso è più incentrato, sulla leadership, sicurezza che il dualismo ha praticamente spazzato via. Risaltano alla mente partite come quella in Russia contro lo Spartak. Ritardo nella scelta dei tempi, nelle uscite e di conseguenza chiamarsi il chiamarsi palloni. Poca sicurezza alla difesa, quello che più riesce a dare Ospina essendo un calciatore molto più carismatico. Per Ospina la questione anagrafica lascia il tempo che trova, se consideriamo che Buffon a 43 anni è ancora il titolare a Parma, 10 in più di David.

Oggi la situazione è abbastanza chiara, con il colombiano vicino alla scadenza di contratto. La società ha già fatto capire l’intenzione di sfoltire la rosa e l’addio di Insigne lo certifica. A questo gruppetto di calciatori verranno solo proposte offerte al ribasso, cosa che difficilmente accetterano. La realtà è che si sta andando verso la scelta di “epurare” buona parte del gruppetto degli ammutinati. Adesso la palla passa alla società e a Giuntoli che ha il compito di costruire quello che sarà il Napoli del futuro. Non si esclude l’ipotesi che la società voglia tutelare l’investimento fatto qualche anno fa, e considerando anche l’ingaggio di Ospina, dunque si andrebbe verso  la permanenza di Meret. O addirittura che possano salutare entrambi. Fatto sta che nelle prossime partite, l’ex Udinese dovrà sopperire all’assenza importante di Ospina. Una delle ultime occasioni per dimostrare di poter continuare nell’investimento fatto quattro anni fa. Ad ogni modo lasciare andar via un portiere come David, uno così bravo con grande personalità, tra i migliori della Serie A, è una scelta negativa a priori.

Translate »
error: Content is protected !!