Ripartire da zero

Benvenuti a “Il Dito Contro” la rubrica settimanale in cui scendiamo a fondo nell’univers degli errori commessi durante il weekend. Ogni lunedì, esploreremo gli incidenti, gli sbagli e le decisioni discutibili che hanno caratterizzato il fine settimana della serie A.

Così non va il Napoli, così non va Rudi Garcia e così la difesa dello scudetto sarà una sfilata di errori e confusione che porteranno a dei nostalgici ricordi vecchi di soli pochi mesi. Confusione perché il Napoli di Rudi Garcia cade di nuovo in casa, lo fa pesantemente contro la Fiorentina di Vicnenzo Italiano: la partita finisce 1-3, risultato pesante come ciò che si è evinto dal campo. Il Napoli non ha trame di gioco, non esegue tattiche offensive/difensive, non aggira l’avversario, non realizza una manovra avvolgente ma si affida solo alla garra di Osimhen, ultimo a mollare. Un risultato clamoroso che prima della sosta scuote gli animi dei tifosi e degli addetti ai lavori che dopo la sconfitta (indolore) contro le merengues non si aspettavano questo scivolone.

Garcia non ha le idee chiare rispetto alle prime uscite, la sua mentalità non traspira dalle azioni in campo, le sue sostituzioni traducono uno stato mentale confuso dove il bandolo della matassa non è sotto controllo. Raspadori è entrato sullo 0-1 per Anguissa senza alcun senso logico, spiegato poi dalla sostituzione di Cajuste per Politano (uno dei migliori in campo) agli inizi del secondo tempo. Il francese riesce anche a sostituire il top player Osimhen (avete mai visto Benzema, Haaland, Lautaro, Ibrahimovic o Milito essere sostituti in svantaggio?) per un molle Simeone. In conferenza appare tranquillo l’allenatore azzurro, si prende la responsabilità ma non spiega i motivi della prestazione nè tantomento dei cambi.

Il Napoli deve riazzerare, 2 sconfitte e 2 pareggi dopo 8 partite è ampiamente insufficiente. Ripartire da zero.

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