Esclusiva P.N – Sorrentino su Pioli: “È una delle mosche bianche in Italia”

Esclusiva P.N – L’intervista a Stefano Sorrentino su Stefano Pioli

Abbiamo realizzato un’intervista esclusiva con Stefano Sorrentino. L’ex portiere di fama internazionale, ora acclamato opinionista, ha svelato i suoi pensieri su uno degli allenatori più discussi e rispettati della Serie A: Stefano Pioli.

Chiamato a rispondere ai microfoni di Pianeta Napoli, Sorrentino ha condiviso la sua esperienza personale sotto la guida di Pioli, gettando luce su aspetti tattici, strategici e umani di questo talentuoso allenatore.

Con una carriera che ha spaziato dalla Serie B fino alle luci della ribalta in Serie A, Sorrentino ha incarnato l’anima del calcio italiano per molti anni. Ora, nella sua nuova veste di opinionista, il suo punto di vista è atteso con trepidazione da migliaia di appassionati che cercano insight autentici nel mondo del pallone. L’attenzione si è concentrata su Stefano Pioli, figura emblematica del calcio italiano, il cui percorso da giocatore a allenatore ha lasciato un’impronta indelebile sui campi di Serie A. L’attuale mister del Milan potrebbe lasciare i rossoneri a fine stagione, e approdare a Napoli.

Sorrentino, che ha avuto l’onore di lavorare con Pioli da vicino, ha analizzato con profondità le qualità tattiche e umane che rendono l’allenatore unico nel suo genere. Dalle strategie di gioco alle dinamiche di squadra, Sorrentino ha offerto una panoramica completa del lavoro di Pioli, illuminando aspetti spesso trascurati ma cruciali nel successo di una squadra di calcio. Ma più importante ancora, l’intervista ha permesso di scoprire la personalità dietro l’allenatore, rivelando un uomo di passione, determinazione e umanità. In un momento in cui il calcio italiano è in costante evoluzione, le parole di Sorrentino hanno offerto un faro per coloro che cercano di comprendere il cuore pulsante di questo sport affascinante. Attraverso la sua esperienza unica e la sua voce autorevole, Sorrentino ha dimostrato ancora una volta di essere una fonte imprescindibile di conoscenza e insight nel mondo del calcio italiano.

Ecco quanto evidenziato:

Come gestisce il gruppo nei momenti difficili e in quelli facili? Nella stagione al Chievo ci fu un momento complicato con diversi risultati negativi, come vi fece rialzare?

Per me parlare di Pioli diventa molto molto semplice, perché sono molto legato a lui. È vero che è stato solo un anno, ma molto intenso perché nella mia vita privata sono accadute diverse cose e lui mi è stato sempre vicino a livello umano. Credo che quando hai a che fare con un grosso gruppo di 30 persone, se sei una grande e bella persone con dei valori positivi riesci a superare tutte le difficoltà anche quelle più complicate. Indipendentemente dalle situazioni, dalle sconfitte, dai giocatori, il mister è una delle mosche bianche nel panorama del calcio italiano. Per me, non a caso, si è trovato a gestire situazioni difficili come sconfitte, retrocessioni, il brutto lutto di Astori alla Fiorentina, lui ne è sempre uscito alla grande perché è una persona di un certo spessore e di grandi valori.”

Dal punto di vista tattico, è un allenatore ancorato ad un modulo o ha caratteristiche versatili e può variare gli schemi?

“Sono passati tanti anni dalla stagione al Chievo, però posso dirti che sicuramente per ottenere i risultati che ha ottenuto deve essere per forza un allenatore versatile, che cambia in base alle varie esigenze. È chiaro perché altrimenti non vinci uno scudetto al Milan, altrimenti non fai i risultati raccolti con la Lazio e la Fiorentina.”

Proprio sul Milan, dopo questi anni in rossonero, accetterebbe una sfida insidiosa come quella di Napoli?

“Partiamo dal fatto che è legato da un contratto al Milan, che è la sua priorità. Deve finire nel miglior modo il campionato e successivamente trarrà le conclusioni assieme alla società. Se noi consideriamo che lo scorso anno ha raggiunto una semifinale di Champions League, due anni prima ha vinto lo scudetto, sicuramente non è una stagione fallimentare questa qui. Poi in Italia con 60 milioni di allenatori…credo che vadano analizzati tutti gli anni al Milan, e non vada giudicato per i 6 derby persi o per l’uscita dal girone di Champions League”

Lo definiresti un allenatore vecchia scuola o moderno?

Intanto scindiamo da questi luoghi comuni, quali sono le definizioni? La nuova generazione è quella dove il portiere dribbla tutti e porta palla a centrocampo? E la vecchia è quella dove l’allenatore parcheggia il pullman davanti alla porta?  Bisogna capire questo, l’allenatore è molto importante nel complesso di una squadra di Serie A, per me incide intorno al 70%. Dipende anche però quali giocatore si hanno a disposizione, al Chievo, con tutto il rispetto mio e dei miei compagni di squadra, non si poteva inventare chissà che cosa. Eravamo una squadra costruita per la salvezza, datata e conoscevamo le nostre caratteristiche. Dipende molto quali calciatori hai.”

Un commento su Meret? Merita l’europeo?

“Credo di si, penso che essendo giovanissimo meriti tanto. Ha già vinto uno scudetto a Napoli che non è semplice, ed è stato convocato in nazionale quando in Serie A non aveva neanche una presenza, è un predestinato. Secondo me è un portiere di alto livello, lo ha dimostrato nella prima parte della sua carriera, è stato limitato solo dai tanti infortuni che ha avuto, ma nel complesso lo porterei all’europeo.”

Questa la stagione del Chievo Verona sotto Stefano Pioli.

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Esclusiva P.N – L’intervista a Stefano Sorrentino su Stefano Pioli

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