TRACCE DI NAPOLI ALL’ORIZZONTE

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Su un campo difficile come quello di La Spezia, sul quale nell’ultimo anno e mezzo nessun avversario ha ricavato gloria, gli azzurri vincono e convincono anche se in area avversaria sciupano troppo e costringono i propri tifosi a soffrire fino al 95°.

Ottima partita del collettivo che questa volta mette in campo dinamicità, buona condizione fisica e convinzione nei propri mezzi. Reja da parte sua sembra aver trovato l’assetto tattico definitivo: squadra corta, schierata in appena 50 metri, maggior appoggio sugli esterni e l’ottimo Amodio a garantire maggior copertura al reparto arretrato. Risultato: il Napoli per 80 minuti non ha concesso nulla agli avversari, chiudendoli nella propria metà campo e non concedendo nulla alle ripartenze, subito “stoppate” sul nascere dalla retroguardia azzurra che questa volta ha giocato d’anticipo essendo schierata molto più alta rispetto alle precedenti prestazioni, con il solo Cannavaro a presidiare in maniera continua la propria area di rigore.

Se l’incontro del “Picco” ha dato ottime indicazioni sotto il profilo tecnico tattico, introduce allo stesso tempo due spunti di riflessione.

Il Napoli gioca bene ma sciupa troppo lì davanti, con un Bucchi non al meglio dal punto di vista della condizione fisica, Calaiò troppo distante dalla zona calda dell’area di rigore e poco preciso nei momenti topici dell’incontro. Se la partita fosse finita 4-0 per i partenopei nessuno avrebbe potuto gridare allo scandalo o recriminare contro la cattiva sorte. Grande prova di Bogliacino, riproposto da Reja nel ruolo naturale di trequartista, posizione che più predilige il giocatore uruguaiano e che gli ha permesso di esprimersi al meglio e di mostrare alla folta platea presente sabato a La Spezia di che pasta è fatto e di che numeri dispone il suo bagagli tecnico.

Abbiamo detto, Napoli padrone della partita ma sciupone, ma Napoli che non può prescindere da un uomo di tasso tecnico che sorregga le due punte.

Ed ecco che si apre la seconda questione. A questo punto che gli equilibri a centrocampo sembrano trovati nasce il dualismo tra Bogliacino e De Zerbi nel ruolo di trequartista. A chi concederà fiducia Reja contro il Rimini ammesso che De Zerbi recuperi completamente dall’infortunio all’adduttore? Con l’abbondanza di giocatori di qualità di cui il Napoli dispone ecco che c’è da gestire la grande concorrenza,  che se da una parte è fattore stimolante per i giocatori, dall’altra deve essere coordinata con acume e senso pratico. Del resto le dichiarazioni di Reja e Marino fatte nel prologo al campionato sono chiare: è stata allestita una squadra di 22 titolari in cui nessuno deve sentirsi escluso tra le riserve e nessun titolare può avere assicurato il posto tra gli undici di partenza.

Interessante è stato anche l’utilizzo di De Zerbi come seconda punta, soluzione che a quel punto potrebbe pregiudicare l’utilizzo in pianta stabile di Calaiò che è uno degli uomini più in forma del Napoli e, come anche sabato ha dimostrato, poco avezzo a digerire le sostituzioni.

Certo un attacco con Bogliacino dietro le punte e Bucchi e De Zerbi in avanti è una soluzione che potrebbe rivelarsi assai proficua anche se, visto il Bucchi di questi tempi, si potrebbe concedere più spazio a Calaiò nel ruolo di attaccante centrale e classica prima punta, lasciando un po’ a riposo il bomber ex Modena.

 E’ un Napoli che a questo punto, confermando quanto di buono fatto vedere contro i bianchi dello Spezia, avrà come unico problema quello di risolvere le questioni di dualismo, soprattutto nel reparto avanzato che in questo momento ha perso un po’ di lucidità e cinismo sotto porta.

Contro il Rimini, domenica prossima al San Paolo, Reja dovrà avere le idee ben chiare e proporre un Napoli che possa ripetere la prova fornita in trasferta, questa volta con un po’ di precisione in più visto che il Rimini non verrà a Napoli per fare le barricate ma senz’altro tenterà il colpaccio, essendo squadra dotata di un gioco di squadra ormai collaudato ma anche fatta di giocatori di elevata caratura tecnica. Jeda, Moscardelli e Ricchiuti costituiscono in questo momento, dopo quello della Juventus, il reparto d’attacco più in forma del campionato e il tecnico dei biancorossi, Leonardo Acori,  sta diventando nuovo mago e stratega del tatticismo all’italiana.

Se la nottata è veramente passata il Napoli dovrà dimostrarlo contro il Rimini.

Non capita a caso questa sfida che si prospetta come banco di prova importante per Reja e i suoi giocatori. Sbagliare troppo in avanti contro il Rimini potrebbe costare caro agli azzurri che sono chiamati a confermarsi e a dimostrare di essere squadra con i mezzi adeguati per compiere il grande salto. Ma chi sarà lo scontento di turno? Reja sarà capace di gestire al meglio la situazione facendo del dualismo la forza propulsiva delle ambizioni del Napoli?

Ai posteri l’ardua sentenza.

Sarà una partita che sarà decisa dalle panchine e dalla capacità dei rispettivi tecnici di saper ruotare al meglio i propri uomini, sempre, però, tenendo presente il fatto di non snaturare il collettivo e di dare continuità al proprio disegno tattico.

 

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