Un giallo destinare a non mutare colore

Nel fresco clima di Dimaro, l’argomento rovente resta il medesimo. Cosa è successo quella famosa sera del pareggio casalingo di Napoli-Verona che ha spento i sogni Champions e vanificato il profuso impegno di un’intera stagione? E soprattutto perché, a distanza di due mesi ormai, nessuno è intervenuto in modo diretto e sano per chiarire il caos calcistico andato in scena al Maradona?

A commentare una delle pagine storiche più buie e tetre del Calcio Napoli è intervenuto il “bulldozer” Andrea Petagna, rilasciando una curiosa intervista a radio Kiss Kiss al termine della prima amichevole precampionato vinta per 13-0 ai danni della Bassa  Anaunia. Lo strutturato centravanti azzurro si è giustificato con tali parole: “Dobbiamo chiedere scusa ai tifosi . È stata una pagina triste che vogliamo presto dimenticare. Ora voltiamo pagina“.

Parole di rito il cui eco starnazza senza sosta nell’anima di chi ha creduto e sostenuto il team in ogni occasione, un linguaggio stereotipato che non guarisce  il retrogusto amaro di una cocente e recente delusione, modi di dire standardizzati dalle circostanze sospette di un mistero che s’infittisce ogni giorno di più. I supporters partenopei sono fautori di una comunicazione verace, pulita, essenziale. Amano la verità a gamba tesa, accettano di buon grado la concretezza della realtà multiforme, purché sia autentica e priva di veli. Per quello che si è visto e ascoltato, queste sillabe astratte contrastano d’acidità la visione d’insieme del pubblico napoletano. Quasi come se il buio non potesse mai divenire luce: un giallo destinato a non mutare colore!

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