UN NAPOLI PICCOLO COSI’

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Non nascondiamoci dietro al dito degli errori arbitrali, almeno stasera. Certo, non che quello dato al Milan fosse il penalty più limpido della storia del calcio, anzi. Pareva quasi che il sedicente Rocchi non aspettasse altro che un minimo pretesto per spingere i rossoneri al vantaggio, ma il braccio di Aronica c’è ed è anche piuttosto ingenuo, specie se consideriamo il background ambientale. Basta così, non è quell’episodio che ha deciso la gara, non lasciamoci andare a facili provincialismi, che da queste parti già se ne sentono fin troppi.

Il Napoli di stasera è stato semplicemente inadeguato. Già timida nel primo tempo, la squadra di Mazzarri si è letteralmente sbriciolata nella ripresa, sotto i colpi di un Diavolo che ha portato la bilancia dalla sua parte non appena ha provato ad accelerare un po’. Alcuni degli azzurri sembravano quasi intimoriti di fronte alla capolista, forse la peggior bestia nera da qualche anno a questa parte. Christian Maggio, uno che comunque ha esperienza anche ad alti livelli, stasera sembrava un agnellino, non gli riuscivano neanche i controlli più elementari. Per tacere di Aronica, in bambola totale nella ripresa dopo un primo tempo da applausi. E che dire di Gargano, disarmante in alcuni passaggi che forse neanche i dilettanti sbagliano più. Tutti, comunque, si sono rivelati assolutamente insufficienti. Gli assenti, si sa, hanno sempre ragione, ma Lavezzi o non Lavezzi il Mascara visto a San Siro è davvero poca cosa. Sperando che entri presto negli schemi, perché vederlo sostituito con Zuniga o Sosa è davvero uno strazio. Forse gli unici a salvarsi un minimo, nel tracollo generale, sono stati due che in un modo o nell’altro non tradiscono mai: De Sanctis, strepitoso in un paio di occasioni, e Cannavaro, comunque piuttosto efficace in marcatura su Ibrahimovic, che al di là del rigore non è che abbia combinato poi molto. Non è bastato, ma forse può bastare un dato statistico a rendere l’idea della pochezza del Napoli di stasera: zero tiri in porta, contro i nove del Milan. E meno male che Mazzarri ha parlato di risultato bugiardo…

A flagellazione ultimata possiamo comunque dire che ora non bisogna gettarsi la croce addosso. In questo hanno ragione gli intervistati post-partita: in fondo è una battuta d’arresto che ci può stare, e da domani può iniziare un altro campionato. Quantomeno, si spera, ci siamo tolti dalla testa quel pensiero stupendo chiamato scudetto. Ora è il caso di concentrarsi su obiettivi più realistici, a partire da quel secondo posto che è sfuggito e che non sarà facile riprendere. Altrimenti ci si può tranquillamente accontentare del terzo. O vogliamo buttarlo via come l’ultimo dei purgatori soltanto perché finora abbiamo sentito odore di Paradiso?

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