UN’ATTESA LUNGA QUATTRO ANNI

Dopo 4 anni di attesa, torna al S. Paolo una delle sfide più cariche di significato nella storia del calcio italiano.

Torna il derby del Sud, la partita che riporta alla mente tanti ricordi di sfide passate, di scottanti sconfitte e di vittorie sofferte.

Tante sono le analogie tra le due squadre, la cui storia sembra essere quella di due rette parallele: che tendono all’infinito ma non si incontrano mai. Per alterne vicende la sfida tra le due regine del calcio del centro sud non ha mai significato scontro al vertice. Quando il Napoli di Maradona si proiettava ai primi posti del calcio nazionale e non solo, la Roma era la "Rometta", squadra fatta di buoni giocatori ma priva di elementi che potessero fare la differenza. Ma si sa, la vita è una ruota e il destino è sempre pronto lì dietro l’angolo, pronto a beffarsi e a prendersi gioco dell’esistenza umana. Tanto aveva vinto quel Napoli tanto avrebbe dovuto essere dolorosa e mortificante la sua discesa agli inferi. A dispetto di un Napoli, nobile decaduto, ecco che la "Rometta" diventa la "Magica", la squadra che arriva a coronare anni di estenuante e passionale lavoro da parte della società di Sensi con lo scudetto della stagione 2000-2001, l’ultima che il Napoli ricordi di aver giocato nella massima serie. Ma Roma – Napoli è anche la partita di due tra le più passionali e veraci tifoserie della serie A, una partita dai tanti colori, dai toni caldi e freddi allo stesso tempo. Quanti ricordi per chi scrive! Permettetemi, cari lettori, una divagazione personale: Roma-Napoli è anche la prima partita a cui ho assistito allo stadio:mamma mia che ricordi!Sembra ieri. Era il Napoli 90-91, la squadra partenopea era ospite all’Olimpico nel maggio ’91, subito dopo la brutta vicenda legata alla squalifica per doping di Maradona. Era il Napoli del "Tamburino Sardo" Gianfranco Zola che nello stadio della finale della coppa del mondo dell’anno prima, con una prodezza, riuscì a regalare al Napoli l’agognato quanto meritato pareggio. Quanta emozione questa partita, soprattutto per i tanti napoletani della capitale. Forse la colonia di tifosi partenopei più folta fuori dalla terra natia. Quel Napoli che vinceva era un doppio motivo di orgoglio per quelle persone, quei tifosi del Napoli che il lunedì seguente avrebbero dovuto affrontare i colleghi, i compagni di classe o gli amici romanisti. Che sofferenza un’eventuale sconfitta del Napoli! Tra le tante gioie ricordo l’ultima. Correva la stagione 1993-1994, il Napoli allenato dall’attuale tecnico della nazionale Marcello Lippi sbancò l’Olimpico, imponendosi per 3-2 contro i lupi giallorossi allenati da Carlo Mazzone, allenatore simbolo della fede romanista.

Oggi questa partita torna ad allietare e a rendere onore al calcio italiano che, forse da troppo tempo ne è priva. Anche questa volta il destino mette le due squadre di fronte in uno scontro impari ma che in ogni caso emana un fascino particolare. Da una parte il Napoli post decadente di De Laurentiis, che come l’araba fenice rinasce dalla ceneri ed è destinata, prima o poi, a brillare di nuovo nell’olimpo del calcio. Dall’altra ecco una Roma post gloriam, reduce da anni di vertice ma in piena crisi epocale. Davide e Golia si scontrano nel tempio del S. Paolo in una cornice di pubblico che speriamo onorerà fino in fondo questo spettacolo. Roma e Napoli, due città e due popoli per tanti versi simili e allo stesso tempo diversi ma con una passione comune: la passione per una città, una cultura che, per motivi diversi, hanno lasciato un segno nel mondo e che, allo stesso tempo, rivendicano il loro diritto sacrosanto a lasciarlo anche nel calcio a dispetto dello strapotere politico ed economico dell’nord egoista ed ingordo. Buon Derby del sud allora e speriamo che prima o poi il destino delle due squadre possa confrontarsi per aspirare al vertice del calcio italiano: lo esige la passione di un pubblico straordinario, secondo forse solo al tifo carioca, ma che nonostante tutto le avversità rimane sempre e indissolubilmente legato ad una maglia e a dei colori.Torna il derby del Sole: speriamo che sia una festa e che qualcuno, spacciandosi per tifoso, non osi oscurarlo.

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