VAR e severità contro il razzismo cambieranno il calcio italiano?

Dopo Sassuolo-Napoli e la contemporanea vittoria della Roma a Pescara, nessuno avrebbe immaginato che la 34esima giornata avrebbe visto i giochi completamente riaperti per quanto riguarda la corsa al secondo posto. E già, perché intanto il Napoli ha vinto a Milano con l’11esimo gol di Callejon in campionato, sfruttando la sconfitta della Roma nel derby. I punti di distacco si sono ridotti ad 1 (che diventano due a causa degli scontri diretti a favore dei giallorossi), a quattro partite dal termine. Record su record battuti dalla squadra di Sarri. Fin qui il fatto meramente tecnico del calcio, quello che appassiona tutti gli amanti di questo fantastico sport. Ma la 34esima giornata è stata anche quella in cui si sono riviste le solite cose, i soliti argomenti che generano polemiche. Intanto l’ennesimo errore arbitrale pesante: rigore inesistente in favore della Roma, grazie ad un tuffo di Strootman, già conosciuto in tutti gli stadi della Serie A come provocatore e sopraffino sputatore (ne sanno qualcosa i tifosi del Napoli), ora anche in veste di simulatore nelle aree di rigore avversarie. Inutile dire che però le colpe sono soprattutto dell’arbitro, dell’addizionale e del guardalinee che non hanno visto (?) la simulazione del romanista. E stranamente non hanno nemmeno visto i due rigori netti non dati alla Lazio. Senza voler togliere nulla ai 75 punti dei giallorossi, ma non è la prima volta che quest’anno sono addolciti da decisioni arbitrali favorevoli non chiare.Fortunatamente dalla prossima stagione il calcio italiano si avvarrà del mezzo tecnologico, detto volgarmente “la moviola in campo”. L’ormai famosa VAR. In questo modo, anche un arbitro distratto che non vede la simulazione di Strootman, verrà smentito da chi invece vede tutto dalla stanza dei bottoni posta in una zona avulsa dal campo di gioco. E così calciatori, diciamo così, molto avvezzi ai mezzucci come i Cuadrado, i Dybala, lo stesso Strootman ed altri ancora, non avranno tutto l’interesse a lasciarsi cadere come fulminati in area di rigore. Almeno sui rigori, sui fuorigioco e sugli scambi di persona durante i provvedimenti disciplinari, ci si dovrebbe essere coperti e tutelati. Per il resto, la discrezionalità arbitrale rimarrà intatta (cartellini gialli o rossi, ad esempio).

Ma alla stupidità di chi va allo stadio per offendere le tifoserie avversarie (con cori tutt’altro che calcistici) e i calciatori di pelle scura, come si può ovviare? Purtroppo i casi di Muntari e Koulibaly (in Cagliari-Pescara ed Inter-Napoli) non sono fatti isolati. I tifosi del Napoli, ad esempio, vengono continuamente tartassati in alcuni stadi e non solo. E qui gli arbitri preferiscono lasciare andare, glissare, evitare di decidere di sospendere le partite. I tifosi (chiamiamoli così) del Foggia hanno festeggiato la promozione in Serie B dopo anni ed anni, non inneggiando ai propri beniamini, ma invocando l’eruzione del Vesuvio. E la Lega? E la FIGC? Tacciono. Un tempo almeno c’erano multe o squalifiche dei settori degli stadi. Adesso invece si sta man mano eliminando anche questo tipo di sanzioni.

Avremmo voluto parlare soltanto di calcio, ma talvolta le situazioni non lo consentono. Allora ci domandiamo: per preservare il nostro sport preferito, cosa bisogna fare? Abbiamo fiducia nella VAR per salvaguardare la veridicità dei campionati? Abbiamo fiducia negli organi che sovrintendono il calcio? Fortunatamente il pallone che rotola, le gesta dei calciatori, i risultati e le vittorie rapiscono gli occhi e i cuori della gente. Ma sarà così per sempre? Intanto i nostri stadi sono sempre meno pieni (almeno tra i primi cinque campionati europei è così). Proviamo a chiederci perché.

di Vincenzo Perrella

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