Addio scudetto
L’obbiettivo è la corsa al titolo, quindi alle armi, sfoderate le spade e che guerra sia.
L’avversario odierno è l’Atalanta di Gianpiero Gasperini, una delle quattro compagini che puntano allo scudetto.
Gli uomini di Luciano Spalletti scenderanno in campo con un nuovo 3-4-3, quasi a specchio, Di Lorenzo accanto a Jesus e Rrahmani, Malcuit e Mario Rui sulle fasce, i tre attaccanti saranno Mertens, il Chuchy Lozano ed Elmas.
Rispondono gli ospiti con il 3-4-1-2, con Zappacosta e Maehle sulle fasce, Pessina dietro alle due punte Zapata e Malinovsky.
Avvio horror dei partenopei che vanno subito sotto, Malinovsky finalizza il bel passaggio in mezzo di Duvan, che sposta Rrahmani di peso.
Rispondo alla fine del primo tempo gli azzurri con un bellissimo tiro di Piotr Zielinski che due volte aveva provato il tap-in. Finisce in parità la prima frazione di gioco.
Apre nel migliore dei modi il secondo tempo il Napoli, Lozano si porta dietro mezza difesa bergamasca ed il capitano Mertens la mette dentro da due passi.
Primi movimenti al 55′ per entrambi i tecnici, dentro Demme e fuori Lobotka e fuori Pessina e dentro Ilicic.
Parentesi molto ambigua, dove il signor Mariani prima concede un calcio di rigore all’Atalanta per un presunto tocco di mano di Mario Rui e poi andando a rivedere al VAR nega tutto.
Altri due cambi per Spalletti, fuori Mertens e Lozano dentro Petagna ed Ounas.
Riacciuffa il pareggio la dea con Demiral che viene innescato da Toloi.
Buio pesto per quelli in maglia cielo, Freuler suggella il 2 a 3.
Pasalic entra al posto di Malinovsky, mentre Zapata e Maehle lasciano il posto a Muriel e Djimsiti.
Ultimo slot che vede entrare Politano al posto di Malcuit.
Finisce la partita al 94′.
Crollo verticale, il sogno scudetto finisce qui, meglio guardare alle prime quattro posizioni ed al piazzamento Champions, probabilmente uscendo anche dall’Europa League giovedì contro il Leicester.

