Affaticamento mentale
Il Napoli torna alla vittoria al Maradona, batte la Salernitana nel derby campo nei minuti di recupero con tanta sofferenza e senza mostrare progressi nel gioco. Tante assenze per gli azzurri, l’ultima in ordine di tempo quella del polacco Piotr Zielinski per un affaticamento muscolare, eppure il centrocampista azzurro si era allenato senza problemi per tutta la settimana. Ai più questa assenza è sembrata una scusa bella e buona, come se il polacco non fosse nelle condizioni mentali più che fisiche per scendere in campo, visto che è in scadenza di contratto a giugno 2024 e il rinnovo con il Napoli non arriva. L’estate scorsa Zielinski era stato vicino al trasferimento in Arabia con un contratto ricchissimo, aveva fatto una scelta di vita, rinunciando a milioni di euro per salvaguardare il benessere e la stabilità della sua famiglia. Aveva, così, cominciato a discutere il rinnovo con il presidente De Laurentiis, che, secondo i ben informati, gli avrebbe offerto un rinnovo contrattuale a cifre molto più basse di quelle percepite finora. Zielinski non ha mai rinnegato il suo amore per Napoli ed il Napoli, ma a maggio compirà trent’anni e logicamente cerca l’ultimo contratto degno per chiudere la carriera. È logico ed umano voler salvaguardare sé stesso e la sua famiglia, è logico ed umano non essere nelle condizioni mentali adattate per poter dar tutto in campo, in più Zielinski ha rinunciato ai soldi arabi non ai soldi italiani e se si presenta l’occasione di andare a Milano e guadagnare lo stesso di quanto si percepisce già, è logico ed umano rifletterci su. Insomma, il Napoli già voleva cederlo ad agosto, De Laurentiis non si vuole svenare per farlo rimanere e Zielinski è sempre stato criticato perché lo si ritiene un grande calciatore tecnicamente ma meno mentalmente e caratterialmente. È logico ed umano che Zielinski sia sì affaticato ma mentalmente non fisicamente.


