Alisson Santos, altro che panchinaro: Conte, ora deve giocare!
Il campionato si avvicina verso le fasi finali, un altro anno è passato e l’Inter è vicina a trionfare per la ventunesima volta, sfilando dal petto del Napoli il tricolore conquistato lo scorso anno proprio ai danni dei nerazzurri di Inzaghi, oggi allenati da Chivu. Nel frattempo però gli azzurri hanno la possibilità di porre già le basi, dal punto di vista tattico e tecnico, per il prossimo anno e approfittando anche di qualche profilo già presente in casa, come Alisson Santos. Il giocatore brasiliano arrivato tramite la formula del prestito a Napoli durante il mercato di gennaio non è il solito tappabuchi, ma è un giocatore diverso mostrando sin da subito di avere una capacità di gioco diversa rispetto ai suoi compagni di reparto, ma per Conte resta ancora “il giocatore che faceva panchina allo Sporting Lisbona”. Questa frase topica più volte utilizzata dal tecnico azzurro rende l’idea di far comprendere una sola cosa: ovvero un giocatore che era panchinaro nel club iberico non può essere sin da subito titolare nel Napoli.
Conte, ora basta scuse: Alisson Santos non è più il “panchinaro dello Sporting”, è l’anima di questo Napoli
Ricordiamoci che a Lisbona non giocava quasi mai”. È stata questa la frase, ripetuta come un mantra da Antonio Conte nelle sue prime conferenze stampa dopo l’arrivo di Alisson Santos. Un modo per gettare acqua sul fuoco, per predicare calma, o forse un pizzico di pregiudizio verso un giocatore che, nella prima metà di stagione allo Sporting CP, aveva collezionato più minuti in panchina che in campo. Ma i dati e le prestazioni dicono altro: oggi Alisson non è più una scommessa da gestire, è una certezza da schierare sempre. È vero, i numeri dello Sporting parlavano di un giocatore di rotazione: appena 700 minuti totali in campionato con la maglia dei “Leões, quasi un profilo solo da Champions League. Ma Conte, nel sottolineare ossessivamente questo dato, sembrava quasi voler giustificare un inserimento lento o una gerarchia che lo vedeva inizialmente indietro nelle preferenze.
Tuttavia, il brasiliano ha risposto nell’unico modo possibile: dominando in Serie A. In sole 10 presenze in azzurro, Alisson ha già messo a segno 3 reti (Roma, Torino e Cremonese) e fornito giocate importanti che affiorano vicinanze siderali con un georgiano partito lo scorso anno verso Parigi, portando la sua valutazione di mercato a 13,6 milioni di euro, con il Napoli che ha la possibilità di riscattarlo per poco più di 10M. Se a Lisbona era un’alternativa, a Napoli è diventato l’ossigeno della manovra offensiva.
Napoli non è Lisbona: titolare inamovibile
Caro Antonio, non ce ne frega più nulla di quello che Alisson Santos faceva (o non faceva) allo Sporting. Se l’allenatore portoghese Amorim non ne vedeva le potenzialità, Napoli ha invece scoperto un diamante che brilla di luce propria. La statistica dei 3 gol in Champions League segnati quest’anno (nonostante il minutaggio ridotto in Portogallo) era già un segnale d’allarme per chi lo considerava una semplice “riserva”. Oggi, con una media voto del 7.15 e una precisione nei passaggi che sfiora l’85%, tenere fuori Alisson Santos in nome di un passato da comprimario è un lusso che il Napoli non può e non deve permettersi. Con una punta di velocità massima registrata di 33,21 km/h e ben 15 dribbling riusciti nelle poche apparizioni europee, Alisson garantisce quel cambio di passo che il Napoli di Conte spesso fatica a trovare senza di lui. Mentre Conte continua a predicare equilibrio, i tifosi invocano il talento brasiliano. Con la sfida contro il Como alle porte, la scelta della formazione sarà il vero test per capire se i pregiudizi del passato sono stati finalmente archiviati. La presenza dei “FabFour” si spera sia cosa superata con un tentativo invano di inserire i 4 centrocampisti tutti insieme. Invece, la presenza del brasiliano ti permette di gestire meglio le giocate in mediana con meno confusione e di dare imprevedibilità sulle fasce.
La società ha parlato chiaro: l’investimento da 16,5 milioni di euro per il riscatto immediato è la prova che il club crede nel ragazzo ben oltre le etichette iniziali. Conte ha ora il compito di trasformare definitivamente quel “panchinaro dello Sporting” nel pilastro del suo 3-4-3 o 3-5-2, oppure renderlo un jolly per il nuovo allenatore. Il tempo delle giustificazioni legate al passato portoghese è finito. Il Napoli ha bisogno di qualità, coraggio e gol. Tutte caratteristiche che Alisson Santos ha dimostrato di avere in abbondanza. Alisson deve essere sempre titolare: il campo ha emesso la sua sentenza, ora tocca al tecnico prenderne atto.


