Basta con Politano terzino: serve un esterno offensivo
C’è un equivoco tattico che pervade il Napoli da anni: l’equivoco di un’ala destra a cui si chiede di fare il quinto di difesa. È ora di dirlo chiaramente: basta con la versione di Politano terzino.
Il Napoli non può permettersi di sacrificare l’imprevedibilità degli ultimi trenta metri per garantire la solita diagonale difensiva, specialmente se lì davanti c’è un centravanti con le caratteristiche di Rasmus Hojlund.
Politano spesso è troppo arretrato e non accompagna l’azione, lasciando spesso il povero Hojlund da solo.
Un centravanti fisico e che attacca la profondità ha bisogno di essere accompagnato, non isolato.
Quando Politano si abbassa sulla linea dei difensori, si viene a creare un vuoto tra la linea di centrocampo e il danese: Hojlund si ritrova a duellare da solo contro i centrali avversari, senza un compagno pronto a raccogliere la spizzata e giocare la seconda palla.
L’esterno azzurro è diventato prevedibile: riceve palla largo a destra e rientra sul sinistro per cercare il cross o il tiro. Tanti chilometri percorsi e recuperi difensivi, ma il bilancio offensivo resta povero di dribbling e tiri in porta.
Nel calcio moderno bisogna avere due esterni capaci di essere un pericolo costante per le difese avversarie, non basta il solo Alisson sulla sinistra, serve anche a destra. La svolta l’abbiamo vista nella prima partita della nuova stagione contro il Genoa: esce Politano, entra Vergara e cambia la partita.
Il classe 2003 ha mostrato un’incisività straordinaria in rapporto ai minuti disputati. Svaria su tutto il fronte offensivo, non limitandosi solo a stare largo a destra; ha capacità di imbucata centrale e tempi di inserimento. Vergara tende a giocare con chi si trova nello spazio e dialoga nello stretto combinando per l’uno-due (come in occasione del gol di De Bruyne contro il Genoa).
Bisogna sottolineare la differenza d’incisività tra Politano e Vergara.
I dati sono incredibili: confrontando il minutaggio della stagione 2025/26, il classe ’93 ha totalizzando, tra tutte le competizioni, 2.835 minuti contro i 926 giocati dal talento di Fratta. Nonostante l’ago della bilancia tenda per Politano, i numeri ci mostrano che, in rapporto ai minuti giocati, Vergara è stato più decisivo: 2 reti e 6 assist per Matteo, 3 reti e 4 assist per Antonio.
Oltre a loro due, da quella parte c’è un certo David Neres.
Il brasiliano, rispetto alla manovra più conservativa di Politano, porta imprevedibilità nell’uno contro uno e la capacità di creare situazione ideale per gli smarcamenti di Hojlund in area.
Neres, con i suoi strappi, costringe il terzino avversario ad arroccarsi nella propria metà campo.
Invece di abbassare il Napoli, Neres abbassa gli avversari, creando lo spazio ideale per far valere i tempi di inserimento di Hojlund in area di rigore.
Infatti, la miglior versione del danese, l’abbiamo avuta, probabilmente, quando c’era il brasiliano in campo.
Il Napoli e mister Allegri devono avere il coraggio che hanno dimostrato dal secondo tempo e, in particolare, dal minuto 65 in poi contro il Genoa: spostare il baricentro qualche metro più avanti, correndo il rischio di concedere qualcosa ma sbloccando la manovra offensiva.
Solo così il Napoli riotterrà un’ala vera che sappia dialogare con la punta e rifinire per lei.


