CAMBIARE IL MANICO FA BENE

Il dodicesimo avvicendamento in panchina del girone B è arrivato quasi inaspettato. Quando a cambiare il manico è la seconda in classifica, qualcuno può restare perplesso. Ma se una squadra che ha perso due partite in ventiquattro gare ne perde tre nelle successive quattro, evidentemente qualcosa si è rotto. E così l’Avellino ha dato il benservito ad Antonello Cuccureddu, il tecnico sardo dall’inseparabile occhialino scuro, dal vestire elegante e dalla spocchia incontrollata. Anche questo ha pagato il Cuccu, l’eccessiva sicurezza di sé anche in quei momenti in cui fare un po’ di autocritica tanto male non avrebbe fatto. Al posto del trainer di Alghero, la società irpina ha chiamato Francesco Oddo, vecchia conoscenza del Partenio per aver pilotato i biancoverdi nel 1990. Oddo, 59 anni e padre del difensore Massimo, è abituato ai ritorni di fiamma, come già accaduto a Messina, Salerno e Modena. Evidentemente, riesce a conservare un buon ricordo nelle società in cui lavora. La piazza irpina si interroga sulla bontà della scelta dei fratelli Pugliese. Giusto esonerare il tecnico di una squadra al secondo posto? Finora, gli esoneri nel girone B della C1 hanno quasi sempre portato a sviluppi positivi, salvo pochi casi. Ad esempio, il Teramo che dopo appena una giornata diede il benservito a Zecchini salvo richiamarlo dopo otto giornate: con il pur bravo Luciano Foschi al timone, la squadra stava precipitando. Storie di giocatori legati al tecnico, storie di presidenti frettolosi nelle valutazioni. E’ il caso della Vis Pesaro, che dopo cinque giornate decise di dare il benservito a Roberto Lorenzini per affidare la squadra ad Enrico Piccioni, allontanato a sua volta dopo la 25a giornata. Neanche con Iacobelli la musica è cambiata, ma gli allenatori non possono certo fare miracoli quando le squadre non sono competitive per la categoria. E restando in tema di esoneri improduttivi, l’ultimo caso della lista riguarda il Giulianova, che chiamando Cuttone al posto di Gentilini dalla 24a giornata, pur trovando un minimo di gioco ci ha perso in punti e classifica. Tanti, viceversa, sono i casi in cui la scossa è servita. Il primo cambio "buono" è arrivato dopo la 12a giornata, quando il Martina ha dato il benservito a Roberto Chiancone chiamando in panchina Sauro Trillini. L’ex tecnico della Samb ha tirato fuori i pugliesi dalle sabbie mobili dei play-out, e grazie anche all’innesto di acquisti di qualità ha trasformato la squadra biancoazzurra in un complesso granitico e difficile da battere. Il caso più clamoroso riguarda naturalmente il Napoli: passando da Ventura a Reja, a partire dalla 20a giornata gli azzurri hanno conquistato sette vittorie, un pareggio ed una sconfitta, passando da un traballante sesto posto ad una solida terza posizione. E un esonero ha risollevato anche il Benevento: dal momento in cui Lello Sergio ha rilevato la panchina che era di Corrado Benedetti (22a giornata), i sanniti hanno invertito la rotta e conquistato quattro vittorie, un pareggio e due sconfitte, tornando in corsa per gli spareggi promozione dopo aver temuto di finire coinvolti nei play-out. Altro esonero salutare è stato quello di Giuseppe Giannini, che ha lasciato la panchina del Foggia alla 17a giornata per fare spazio a Massimo Morgia. Il nuovo tecnico ha portato entusiasmo, gioco anche se non tantissimi punti: se non altro, il Foggia si avvia verso una salvezza tranquilla. C’è poi l’ultima storia di esoneri che porta tutti a Sora. Una storia simile a quella di Teramo, ma se vogliamo più controversa. Eziolino Capuano è stato esonerato dopo la 24a giornata e richiamato dopo due settimane. Se si pensa che a gestire l’interregno è stato Claudio Di Pucchio, uno che da quelle parti è rispettato quanto un commissario tecnico della Nazionale, destano scalpore le dimissioni del "Maestro" dopo due pareggi e l’inizio di un Capuano-bis che sembra giovare al Sora. In ogni caso, il valzer sembra sia finito, almeno per questa stagione. A sei giornate dalla fine, e con pochi tecnici a disposizione, i giochi sembrano fatti. Di panchine se ne riparlerà a giochi finiti. Al momento, ne abbiamo viste già di tutti i colori.

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