Caro presidente il calcio non è cinema!

“I giornalisti? Li chiamo pennivendoli, scrivono tutti le stesse cose. Gli articoli sembrano fatti in carta carbone. Fanno domande del piffero. Ti pare che mentre un calciatore sta nello spogliatoio a concentrarsi, che c’è Manolas che dice le sue preghiere, bacia i santini, un altro con le mani giunte verso il cielo, chi ha la palla scesa, il pisello a destra, arrivano loro con le telecamere e dicono di avere il contratto con Sky?”

Oggi il presidente Aurelio De Laurentiis ha parlato e come è nel suo stile non è andato per il sottile. Il contesto è quello del Passepartout festival ma il patron del Napoli ha detto la sua su molte questioni inerenti al calcio: dagli Europei alla SuperLega passando per la speranza che i suoi coinvolti in Nazionale non chiedano troppi soldi d’aumento.

Le parole più forti sono quelle riportate in apertura d’articolo per l’attacco ai giornalisti, tacciati come “pennivendoli”. Stilettata ancora più amara se si considera il periodo di silenzio stampa che ha pesato moltissimo in casa Napoli.
Sono mesi che i tifosi, vero cuore del sistema calcio, non possono ascoltare la voce di nessun tesserato azzurro. E i giornalisti? Non possono fare domande di campo, di progetti, di idee. Aurelio ha deciso di trincerarsi dietro a un muro di silenzio: rotto solo per uno smielato saluto via Twitter all’ex tecnico Gattuso e per l’annuncio di Spalletti in panchina.

In un pomeriggio di mezza estate, il numero uno azzurro accusa e svilisce la professionalità di un’intera categoria. “Pennivendoli, scrivono articoli in carta carbone”, questo ha detto e allora proviamo a essere originali e a chiedere a De Laurentiis qualcosa che nessuno ancora ha osato fare.

Egregio Presidente, questa è la lettera aperta di una che non si sente una “pennivendola”. In questi mesi sarebbe piaciuto a noi giornalisti chiacchierare con lei o con i suoi tesserati. Così per capire cosa succedesse al Napoli.
Invece niente: silenzio. E oggi ci paragona a mercanti di parole?

Vogliamo ricordare Presidente che non ha alzato la voce dinanzi allo scempio perpetuato in quell’Inter-Juventus, pietra dello scandalo che ha decretato la morte del sogno di un riscatto calcistico e sociale? 
Dov’è l’attenzione per la sua macchina?

Sì è inutile negarlo: il Napoli è una macchina al pari della Filmauro. 
Solo che in più di un decennio presidente non ha ancora capito che il calcio non è il cinema. 
Oggi Lei è arrivato come un John Wayne qualunque a sparare a zero su tutto: dagli industriali suoi pari, alla mediocrità della gestione economica e sociale di Napoli e dell’Italia fino addirittura a issare il vessillo borbonico contro Cavour. Il calcio nel suo monologo ha avuto il ruolo di intermezzo comico, dai toni agrodolci.
 
Ci lasci dire un’ultima cosa: delle sue dichiarazioni noi – che non ci sentiamo pennivendoli – e finanche i tifosi non se ne fanno nulla. 
Come giornalisti e appassionati del Napoli avrebbe fatto piacere conoscere alcune verità: le cause della caduta di Re Carlo, cosa non ha funzionato con Ringhio Starr e in ultimo quali giocatori le remano contro. 

Perché – e senza avere un contraddittorio le congetture ahi noi si sprecano – sembra evidente quanto qualcosa nella sua macchina si sia inceppato. 
Altrettanto lampante è quanto Lei non abbia intenzione di voler rimediare al “guasto”. Non la invitiamo a “cacciare i soldi” o a prendere l’A1 direzione Bari. No presidente, la invitiamo a essere chiaro.

Lo deve prima di tutto a chi da anni con la devozione e la passione le ha permesso di mantenere il Napoli. Nonostante le cessioni eccellenti e gli obiettivi mancati, nonostante tutto.  
Lo dovrebbe ai tifosi, mica a noi pennivendoli Presidente.  
Noi aspettiamo di poter rivolgere – a Lei e ai suoi tesserati – domande e questioni squisitamente calcistiche. 

Perché i giornalisti sportivi si occupano solo di campo: costretti alle congetture, e qualcuno forse a inventare, solo ed esclusivamente dal Suo silenzio.
Oggi ha deciso di parlare, salire a cavallo e impersonare John Wayne sparando su qualunque cosa. Il calcio però non è cinema.

Presidente la invitiamo a darci argomenti su cui scrivere, i giornalisti del resto  lavorano sui fatti: non ci piacciono le congetture e soprattutto non amiamo i monologhi.  
Quelli magari funzionano al cinema e senza offesa, al pari di certe prestazioni di quei singoli che gli chiedono aumenti del Napoli, anche quelli dei suoi film non sono poi così entusiasmanti. Avanti, ci rifletta, si faccia scrivere una buona sceneggiatura per il prossimo anno. Noi con le penne tra i denti attendiamo.

Gabriella Rossi

Laurea Triennale in Lettere Moderne conseguita presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, laureanda magistrale Filologia Moderna presso l’Università degli studi di Napoli Federico II. Mi diverte molto la fotografia, scrivere, andare ai concerti , viaggiare e ovviamente tifare Napoli.

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