C’è Parthenope a guardare tutti dall’alto

Il Napoli batter l’Inter al San Paolo e conquista il primo posto solitario.

C’è un città intera a comandare in serie A. Già, sarebbe riduttivo dire che il Napoli sia primo in classifica, che gli uomini di Maurizio Sarri si siano lasciati le altre alle spalle. Al San Paolo è andato in scena uno spettacolo emozionante, a dir poco struggente considerando il finale; un finale che “vietato ai deboli di cuore” non potrebbe rendere nemmeno minimamente l’idea per definirlo nella sua sofferenza. E’ stata Fuorigrotta contro l’Inter, un popolo che ha conosciuto una esplosione di gioia dopo appena un minuto, trascinato da quel fenomeno con la maglia numero 9 che l’azzurro ormai ce l’ha nel sangue; una spinta tambureggiante per tutta la prima frazione di gioco, ad accompagnare scintillanti triangolazioni che hanno messo in crisi la retroguardia nerazzurra. E , come nella più totale delle simbiosi, sugli spalti, allo stesso modo che sul campo, cala una paura che toglie il fiato ai 60.000 quanto la lucidità agli 11 con la maglia azzurra. Il Napoli, con ogni probabilità, non è ancora maturo per certe occasioni, e diciamo anche che da questa sera di occasioni importanti ne avrà per tutto il campionato.

Perché dopo quasi tre mesi passati a dominare in ogni dove, dopo gol e vittorie macinate in quantità industriale, dopo i complimenti giunti da (quasi) tutti i salottini nazionali ed europei, gli azzurri hanno conquistato, sul campo, ciò che gli spettava. E lo ha fatto nella serata più complicata, nella mezz’ora più brutta e sofferta dal 18 settembre scorso, nella partita in cui tanti sbagliano molto, probabilmente troppo. Chissà, 90 minuti dominati nella loro interezza avrebbero dato un sapore diverso ad un primo posto rincorso con qualità, intensità, intelligenza e volontà, agguantato poi con il terrore nelle gambe di chi per certi traguardi non ha mai realmente lottato. Ma è questa la storia di Parthenope, quella città che questa sera si è battuta con Higuain, ha maledettamente sofferto con Hamsik e Allan, ci ha messo l’ultima unità di fiato rimasto per spingere Reina un po’ più in là, a tirar via dalla porta un pallone che la linea bianca non doveva proprio attraversarla; non perché l’Inter non lo avesse meritato il pareggio, ma perché questa città il suo primato se lo merita ancor di più.

Il difficile viene adesso, e ci mancherebbe altro, perché lassù la pressione si è sentita e si sentirà da qui in avanti. Toccherà a Sarri guidare, da gran condottiero, la sua bellissima creatura nei mari gloriosi dell’alta classifica. Ma per tutte le considerazioni del caso di tempo ce n’è in abbondanza; per qualche ora fermatevi, tutti, e guardate in alto : c’è Parthenope, con fierezza ed orgoglio, a salutarvi da prima della classe.

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