Centrocampo a tre rivedibile per il Napoli
Torna il campionato di Serie A e torna anche il pubblico negli stadi. Questa è la novità della stagione 2021-2022. Prima avversaria di turno per il Napoli al “Maradona” è stata il Venezia di Paolo Zanetti. Entrambe le squadre hanno giocato con il 4-3-3, anche se eseguito in maniera abbastanza differente. Infatti il tecnico lagunare ha optato per una applicazione più guardinga del modulo (con gli esterni d’attacco che si abbassavano a turno), cosa che non poteva di certo fare Spalletti con una squadra più forte rispetto agli avversari di turno.
La cosa particolare è che Gattuso era giunto a Napoli per giocare col 4-3-3 (modulo più consono ai suoi dettami), salvo poi scegliere il 4-2-3-1, mentre Spalletti era giunto a Napoli per giocare col 4-2-3-1 (forse il modulo che lo ha consacrato) ma ha dovuto ripiegare sul 4-3-3 causa assenza di Demme. Pochi centrocampisti a disposizione dell’ex tecnico dell’Inter e praticamente tutti utilizzati (Lobotka, Fabian e Zielinski in partenza e poi Elmas al posto del polacco infortunato). Diciamocela tutta: Lobotka è un giocatore dinamico (almeno lo è di più rispetto a quando è giunto a Napoli appesantito), ma non ha i tempi di gioco del metodista. Scambia molto sul breve e lancia palla lunga di rado per i compagni smarcati sugli esterni. Ai suoi lati, poi, aveva due palleggiatori, nessuno con caratteristiche difensive. Infatti il Venezia ha qualche volta saltato il centrocampo azzurro ma, essendo squadra poco produttiva, non ha fatto correre molti rischi al Napoli. Fabian è bravo tecnicamente e da mezz’ala nel Betis ha prodotto il meglio. Nel Napoli ha mostrato le sue qualità molto di meno. Contro il Venezia ha avuto l’occasione ed aveva il dovere di inserirsi senza palla per dare man forte alla manovra d’attacco azzurra, ma non lo si è visto mai in questa veste. Zielinski salta l’uomo che è una bellezza e lo ha fatto anche in occasione del fallo a suo carico che poi lo ha costretto ad uscire per infortunio, ma finché è stato in campo ha giocato quasi per sé stesso, scambiando poco palla coi compagni, soprattutto quelli d’attacco.
C’è da dire che anche il trio d’attacco Politano, Osimhen (finché c’è stato) ed Insigne, si è retto molto sul pressing alto e sulle abilità personali dei singoli piuttosto che su un’armonia di movimenti orchestrata anche dal centrocampo. Il Napoli ha giocato molto sugli esterni, anche quelli di difesa. Quando questi ultimi hanno alzato il loro raggio di azione nel secondo tempo, si è sentita di meno l’inferiorità numerica del Napoli. Ma il giudizio sul discorso tattico del Napoli, partendo dall’applicazione del modulo 4-3-3, sarà più preciso quando di fronte ci sarà un avversario più forte. Di certo con gli interpreti a disposizione del centrocampo di Spalletti, non è pensabile andare avanti per molto in stagione, anche quando tornerà Demme. Il centrocampista dal fisico imponente o comunque capace di giocare da incontrista, servirebbe al Napoli, soprattutto da utilizzare in quelle partite fatte di lotta e di agonismo. Certo ci vorrebbe ancora il terzino sinistro, ma sembra quasi che il Napoli stia rinunciando a questa evenienza per raggruppare i suoi sforzi economici verso l’agognato centrocampista come obiettivo di mercato. Le opzioni Palmiero e Gaetano, elementi derivanti dalla primavera azzurra, non possono essere soluzioni. I due ragazzi possono fare qualche apparizione, ma quando la stagione incalzerà, sicuramente giocherebbero di meno.
Se il Napoli prenderà un centrocampista, Spalletti opterà per tornare al 4-2-3-1? Può darsi, ma è anche possibile che in assenza di equilibrio per assenza di specialisti in rosa, Luciano opti per non spostarsi ancora da un più simmetrico 4-3-3.
EZIO PERRELLA


