CON UN’AUTO SCASSATA IN CERCA DI RINFORZI!

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Potrebbe sembrare quasi assurdo oggi pensare che cose di questo genere possano accadere in un mondo dorato come quello del Calcio, soprattutto se pensiamo a come i protagonisti del mercato si spostano in queste ore con jet privati e quant’altro. Eppure anche l’emisfero della palla, allora di pelle, un tempo se la passava male. Soprattutto se, come nel caso di cui andiamo a trattare, si era freschi reduci da una guerra lunga e distruttrice. Ne sanno qualcosa il presidente del Napoli nel 1945 Pasquale Russo ed il suo factotum Gigino Scuotto, un pezzo di storia azzurra, buono per tutti i ruoli. Senza mezzi, con pochi soldi a disposizione, ma con molto ingegno, riuscirono a recarsi al mercato a Milano e a portare a casa un po’ di giocatori utili per permettere a fine stagione al Napoli di risalire in A.

 

Furono ben 9 i colpi azzurri di quell’estate: Sansone, Mazzetti ed Andreolo dal Bologna, il centravanti albanese Lushta dalla Juventus, Rosi dalla Bagnolese, Gallanti dal Fanfulla, Barbieri dal Carpi, Baldi dal Torino e Giraud dal Savoia. I nuovi arrivi si andavano ad aggiungere al nucleo resistito alla grande guerra, tra cui Sentimenti 2°, Pretto, Berra, Pastore, Di Costanzo e Verrina. Ma riportiamo come il compianto Riccardo Cassero, uno dei padri fondatori della scuola di giornalismo sportivo napoletano, per anni capo dei servizi sportivi de “Il Mattino” e fondatore e direttore del settimanale Lo Sport del Mezzogiorno, ci tramandò quella sorta d’impresa epica qualche anno dopo: "Per il campionato della ripresa postbellica, il Napoli incontrò molte difficoltà nel mettere in piedi una squadra. Il presidente in pectore Pasquale Russo ed il dinamico Gigino Scuotto si misero in giro per l’Italia, puntando al Nord. Il viaggio venne compiuto a bordo di una macchina malandata, con quattro ruote “lisce” che sembravano dover scoppiare da un momento all’altro. Si narra che furono rinforzate con delle cinture di pantaloni. Allora i pneumatici erano cosa rara da trovare. Russo e Scuotto furono anche costretti a riposare nell’auto diverse notti (una volta nel freddo della Radicofani) perché i letti di certi alberghi, abbordabili a prezzi convenienti, erano sovente popolati da animaletti. Il loro viaggio fruttò, comunque, un bel gruppo di giocatori tra cui Sansone (anche allenatore), Andreolo, Lustha, Gallanti, Barbieri e Rosi." 

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