Conte a Mediaset:”Volevamo regalare la Supercoppa ai tifosi per un Buon Natale. Solo chi vince resta nella storia”

Queste le parole di Antonio Conte dopo la vittoria in Supercoppa ai microfoni di Mediaset:

“Complimenti ai ragazzi che hanno fatto un torneo fantastico dalla gara con il Milan a quella di questa sera. Impeccabili. Si vedeva che c’era la voglia di regalare ai tifosi un trofeo e fargli passare un Buon Natale. Veniamo da uno scudetto e una Supercoppa che sono una grande soddisfazione. Chi vince alla fine viene ricordato. Due anni fa il Napoli aveva perso finale contro Inter ma nessuno se lo ricorda di chi arriva secondo e oggi vale lo stesso. Oggi siamo venuti a giocare la Supercoppa dopo una bella vittoria con il Milan per completare un percorso vincente. Nella bacheca ci sono i trofei e non le finali perse e lo dico da ex giocatore e allenatore che ha perso finali di Champions e del campionato del Mondo e del campionato europeo. Ho accumulato una cattiveria che aumenta per non rivivere le sconfitte. Alla fine va messa la ciliegina sulla torta con la vittoria nelle finali perchè sono le vittorie che si ricordano. Vanno fatti anche i complimenti al Bologna che ha vinto una Coppa Italia scorso anno e vinto la semifinale contro l’Inter qualche giorno fa. Sono una realtà del calcio italiano e i complimenti vanno a Vincenzo Italiano e al suo staff.

“Il Napoli può comandare? no, non siamo ancora pronti. sarei bugiardo. noi abbiamo vinto scorso anno con una  rosa ridotta e quest’anno dobbiamo restare il più possibile agganciati alla zona Champions perchè non sarà facile restare lì. Noi con umiltà dobbiamo sapere che con il lavoro possiamo darci delle soddisfazioni. Non siamo pronti a comandare. Dobbiamo lavorare”

Risposta a Massimo Mauro e Alessio Tacchinardi dallo studio:” Se vedi quante occasioni abbiamo creato, potevamo fare tanti gol e potevamo essere più efficaci. Abbiamo fatto una grande partita. Tutto creato da cose studiate ma abbiamo peccato in cinismo. Penso che il nostro lavoro è di far diventare i calciatori più forti. Per ognuno che ho avuto ho cercato di migliorarne le conoscenze tattiche e le qualità. Oltre alla giocata del singolo ci sono state situazioni create e studiate a tavolino. Potevamo essere più cinici e l’organizzazione offensiva e difensiva esalta sempre le qualità del singolo che ci aiuta a risolvere le partite come con Neres oggi.”

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