Conte e la gestione delle sostituzioni!

Nelle ultime sei uscite stagionali, Antonio Conte ha adottato una gestione delle sostituzioni piuttosto cauta e, talvolta, tardiva, suscitando alcuni interrogativi sulle sue scelte di una rosa che, oltre agli infortuni, deve integrare i nuovi calciatori nel suo stile di gioco.

Le sei partite in questione, tre giocate in casa (Fiorentina, Inter, Udinese) e tre in trasferta (Lazio, Roma, Como), hanno visto l’allenatore disporre di ben 30 sostituzioni, ma ne ha effettuate solo 22. Di queste, ben 12 sono avvenute oltre l’80esimo minuto, un dato che evidenzia una tendenza a non intervenire sul match fino a quando non si ha piena consapevolezza dell’andamento delle fasi finali del gioco. Un aspetto interessante è che, in ben cinque delle sei partite, Conte ha effettuato meno di cinque sostituzioni, con l’unica eccezione rappresentata dalla gara contro l’Udinese, quando ha sfruttato tutte e cinque le sostituzioni a disposizione. Questo ha suscitato perplessità, in quanto indica una gestione piuttosto conservativa della partita.

Inoltre, solamente sei dei 22 cambi effettuati sono avvenuti prima del 76esimo minuto, il che suggerisce che le modifiche alla formazione siano spesso arrivate troppo tardi per influenzare davvero l’esito delle partite. Analizzando le ragioni di questo approccio, non si può ignorare il fatto che gli infortuni abbiano limitato la disponibilità della rosa, riducendo di conseguenza le possibilità di rotazione.

Un altro aspetto che potrebbe spiegare questo comportamento è la cautela di Conte nel dare fiducia a tutti i giocatori della rosa. Nonostante nelle ultime due uscite stagionali siano emerse prestazioni positive da parte di alcuni giocatori, come Billing, Gilmour e Okafor, che sembrano aver dato l’indicazione di poter essere valide alternative, l’allenatore non sembra ancora del tutto convinto di poter fare affidamento su di loro in modo continuativo.

Questo contrasto è particolarmente evidente se paragonato alle prime sei partite stagionali, quando Conte aveva effettuato ben 26 sostituzioni su 30 possibili, un dato che sembrava indicare una maggiore fiducia nell’intero organico a sua disposizione.

Mancando solo 10 partite che Conte definisce, giustamente, 10 finali è comprensibile l’idea del mister di non voler sbagliare nulla e il rallentamento nelle rotazioni e nelle sostituzioni potrebbe essere il riflesso di un cambiamento nell’approccio.

Probabilmente, Conte è in attesa di solidificare ulteriormente la sua squadra e assicurarsi che i nuovi elementi si adattino al meglio al suo stile di gioco, senza rischiare di compromettere la stabilità tattica e tecnica del gruppo.

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