Conte: “Con i nuovi ragazzi ci vuole tempo, sul modulo vi dico..”
A Castel di Sangro, nel 15esimo giorno del secondo ritiro estivo, il tecnico del Napoli Antonio Conte è intervenuto in conferenza stampa alle 13 per rispondere alle domande della stampa nell’appuntamento di fine ritiro. Su PianetaNapoli.it, come di consueto, la diretta testuale della conferenza stampa. Di seguito, ecco le sue parole alle domande dei giornalisti presenti a Rivisondoli:
A che punto è il Napoli tra campo e mercato?
“Manca oggi e domani e finiamo un periodo di lavoro importante, sappiamo tutti che la pre-season rappresenta un periodo in cui lavori tanto e si cerca di continuare ciò che si era fatto con i ragazzi che sono stati confermati, si inseriscono i nuovi. Per tutte le squadre e per chi ha necessità di portare dentro parecchi giocatori dire che è un cantiere aperto mi sembra la definizione più giusta. Sono contento dell’applicazione dei ragazzi, stanno lavorando bene, seriamente, ho avuto risposte positive sia dal gruppo vecchio che dai 6 ragazzi nuovi ma è inevitabile che con i nuovi servirà tempo per farli entrare nei meccanismi e nei concetti. Abbiamo puntato su giocatori per fare bene sul presente e per il futuro, abbiamo preso giocatori che stanno implementando la rosa ma che non stravolgeranno l’11 iniziale, in futuro possono essere i titolari, come Lucca e Beukema che possono essere i nuovi Lukaku e Rrahmani, ma non abbiamo preso giocatori finiti, ma giocatori che hanno tante presenze e gol in meno a chi hanno davanti. Prendere uno come De Bruyne è una cosa, gli altri arrivati sono una cosa diversa e abbiamo puntato su di loro per completare la rosa per necessità numerica. Per adesso abbiamo puntato su di loro e dobbiamo dare tempo a questi ragazzi. Lang arriva dal calcio olandese e ha bisogno di ambientarsi, ha qualità ma bisogna avere pazienza. Altrimenti si vanno a prendere giocatori pronti come fa il PSG che prende Kvaratskhelia a 70 milioni”.
Sempre sul mercato:
Questi sono i fatti, che siamo un club che sta continuando la famosa ricostruzione, non penso che tutti i club che aspirano competitivi o hanno vinto uno scudetto possono fare tutto questo movimento. Noi continuiamo ad essere in ricostruzione. Abbiamo vinto lo scudetto in maniera incredibile dopo solo un anno di costruzione e ora siamo secondo step e puntiamo ad arrivare al terzo step. Io sarò contento se a fine ciclo mio avrò dato una stabilità calcistica a mantenere il Napoli ad essere competitivo con le big. Noi stiamo lavorando e continuando a fare questo, oggi noi stiamo facendo un altro step per rinforzare una rosa che non c’era per competere in più competizioni, ma per completarla. Numericamente abbiamo bisogno di inserire giocatori, chi fa la Champions ha una base già assimilata, mentre noi stiamo cercando di rinforzarci e completare. Quando prendi poi tutti questi giocatori ti rendi anche conto che non tutte le ciambelle escono con il buco, sennò saremmo tutti bravi. Stiamo cercando di fare le cose in stile Napoli senza fare il passo più lungo della gamba, qualcosa che possa dare stabilità al Napoli per tanto tempo. Poi vince sempre una sola, le altre non significano che falliscono”.
Sta provando cose diverse, come la coesistenza dei 4 centrocampisti Anguissa, Lobotka, McTominay e De Bruyne. E’ una soluzione credibile da subito per avere equilibrio?
“L’equilibrio non è una filosofia mia o del Napoli, ma devono averlo tutte le squadre per essere competitive. Quando dico cantiere aperto significa anche che stiamo provando diverse soluzioni, un allenatore deve cercare, come l’anno scorso, di trovare differenti soluzioni anche perché l’annata sarà lunga, ci saranno tante partite e chiaramente abbiamo lavorato tantissimo sul 4-3-3 ed è un sistema che è nelle corde della squadra e abbiamo gli interpreti per farlo, stiamo cercando anche un’ulteriore soluzione nell’eventualità di dover rinunciare ad un esterno offensivo per un centrocampista in più, ma c’è da migliorare meccanismi in entrambe le fasi e ottimizzare. Un allenatore deve ottimizzare, l’equilibrio è alla base di tutto”.
Cosa si aspetta dalla fine del mercato per completare l’organico? Non ha citato Milinkovic? Mica imparerà da Meret?
“Se è stato preso Milinkovic-Savic… abbiamo speso 20mln, mica è venuto gratis. L’anno scoso Scuffet venne in prestito. Milinkvovic è qui perché lo riteniamo un portiere forte, importante, che dividerà l’annata con Meret in maniera molto serena. Ci saranno partite in cui giocheranno Meret ed altre Milinkovic. Abbiamo ieri l’esempio, Donnarumma del Psg, forse il migliore al mondo, tra i candidati al premio Yashin, e c’è un tecnico che ha voluto prendere un altro portiere. Io non ho preso un altro per mandare via Meret che mi dà determinate garanzie, me ne servono anche altre e si divideranno la porta a meno che non ci sia un dislivello talmente importante e andremo direttamente su di uno. Sul mercato mi aspetto che completiamo, ma non me l’aspetto io, cosa si aspetta il club? Il presidente si aspetta di completare la rosa. 2-3? Non possiamo fare numeri, il presidente sa lui il numero giusto. Se uno mette i nomi e fa i campini riesci facilmente ad arrivare al numero di giocatori da prendere”.
Via in attacco Raspadori e Simeone, cosa perde tecnicamente il Napoli?
“Prima di tutto voglio ringraziare i calciatori che sono andati via e che hanno contribuito allo Scudetto, tra questi pure Kvara, l’ho già fatto, nel suo percorso ha fatto 5 gol ed ha influito. Mi riferisco a Jack, Simeone, Ngonge, Rafa Marin, tutti quelli in rosa. Rimarrà sempre un affetto. Così come voglio specificare, chi è andato via ha chiesto di andare via per diversi motivi, questo sia chiaro. Dopo il primo anno ho chiesto garanzie ad ADL di conferma obbligatoria di alcuni, già non c’erano basi, bisognava partire da un minimo, dopo il mio primo anno la mia porta è aperta, chi non vuole rimanere è libero di andare. Poi è giusto che il club debba trovare la quadra economica, ma io non tratterrò mai più nessuno, soprattutto chi è già qui da un anno, o per avere più spazio o per ragioni familiari o altre vorrà andare via, sarà libero, ovviamente trovando l’accordo economico. E’ stato così con questi calciatori, Jack mi ha detto che voleva andare per quest’opportunità e gli ho detto se trovi la quadra economica grazie di tutto, è giusto che ognuno scelga la propria strada”.
Lang per sostituire Kvara, a che punto è il suo inserimento? Lì si aspetta un altro tassello per averne due a sinistra o in altro settore?
“Oggi non possiamo fare un paragone Lang-Kvara, parliamo di uno venduto a 75mln, un altro preso a 25mln. Già economicamente parliamo di un dislivello enorme, è quando c’è significa che ci sono situazioni differenti. Abbiamo preso Noa perché può aiutarci per il presente e lavorando in un determinato modo salirà di livello e diventare il nuovo Kvara, magari poi sarà venduto… L’alternativa? Stiamo facendo valutazioni, c’era un nome nella lista, Ndoye del Bologna, cifre molte alte, io lo rispetto questo e l’ho anche appoggiato, ma cifre non da Napoli e quindi è andato altrove. Noi dovremo sempre cercare un qualcosa che sia nella nostra strategia, che non deve essere una diminutio ma un orgoglio, deve essere un orgoglio essere in un club che a modo suo cerca di far quadrare il tutto, che è competitivo, io ho sposato questa causa e sono dentro la situazione e al tempo stesso cerco di dare indirizzi perché voglio che siamo competitivi con Juve, Inter e Milan perché loro staranno sempre lassù, lo dice la storia, il monte ingaggi, il valore patrimoniale, la mia soddisfazione sarà di portare il Napoli a rompere le scatole a quei 3 top club che per tanti motivi sono sempre lì per lo Scudetto. Noi dovremo essere lì, dando il senso di orgoglio e non di alti e bassi, essere un problema in maniera stabile e sistematica sarà il mio orgoglio”.


