DEL VECCHIO, IL BRASILIANO LITIGIOSO

DEL VECCHIO, IL BRASILIANO LITIGIOSO src=
Brasiliano atipico, nato nei dintorni di S. Paolo nel 1934 da una famiglia originaria della Puglia, Manuel Del Vecchio fa parte di quella folta schiera di fuoriclasse a cui un talento al di fuori della norma, si contrapponeva un atteggiamento in campo e fuori non propriamente irreprensibile. Caratterialmente ombroso e facilmente predisposto alla lite, rispecchiava le tipiche caratteristiche della gente della sua razza quando scendeva in campo non con la luna storta, riuscendo a mostrare in pieno la sua classe davvero cristallina. Già titolare sia del Santos ( dove si stava affacciando un giovanissimo Pelè ) che della Nazionale brasiliana, Del Vecchio giunse in Italia nel 1958, ingaggiato dai gialloblù del Verona, con i quali, nonostante la retrocessione subita, mette in mostra tutte le sue notevoli qualità, arrivando addirittura a realizzare la bellezza di cinque reti nel corso di un incontro con la Sampdoria terminato 5 –3. Lauro ed Amedei se ne innamorano ( in senso calcistico naturalmente ) perdutamente, e grazie ad un assegno di novanta milioni staccato dal "Comandante ", ecco che il buon ( si pensava ) Manuel sbarca a Mergellina nell’ estate del 1958. I tifosi e tutto l’ ambiente ripongono grandi speranze nel duo brasileiro d’ attacco Del Vecchio – Vinicio, ma purtroppo le cose andarono esattamente all’ opposto delle aspettative generali. Entrambi soffrivano la personalità dell’ altro, palese era la rivalità che li contraddistingueva, e naturalmente il rendimento di tutta la squadra ne soffrì non poco. Considerando poi, l’ eccessiva suscettibile rissossità dell’ ex – Santos, protagonista di innumerevoli episodi di gossip e non, a cominciare dalle lamentele nate dal non poter indossare la casacca numero 9, non parve strano che una squadra pur dotata dal punto di vista tecnico, non riuscì ad andare oltre il nono posto. Oltre al dualismo con Vinicio, Del Vecchio litigò pesantemente un po’ con tutti, a cominciare dall’ allenatore Amedei, passando per gli ammutinamenti di stile aventiniano in rotta con la società, per finire alle liti in mezzo alla strada con i … vigili urbani. Ciononostante nei suoi primi due anni partenopei, fu lui con 13 e 10 gol ad essere il capocannoniere della squadra, sopravanzando anche " ‘ O lione " Vinicio. L’ ultimo anno ( 1960 – ’61 ), fu completamente da dimenticare per lui e per tutta la squadra, mestamente conclusasi con un’ amarissima retrocessione. Dopo Napoli, vestirà anche le maglie del Padova e del Milan di Rocco con il quale diventa anche ( pur non disputando la finale ) campione d’ Europa nel 1963, a conferma di un talento che non passava comunque di certo inosservato, prima di rientrare definitivamente in Sudamerica. Ah, se avesse avuto " n’ ata capa"….

Translate »
error: Content is protected !!