Difesa senza filtro
Da punto forte lo scorso anno a punto dolente quest’anno. La difesa azzurra non trova pace non solo con gli infortuni ma anche con una media gol subiti, soprattutto nelle ultime gare, allarmante.
Ultimo clean-sheet risale allo scorso 17 gennaio nell’1-0 casalingo con il Sassuolo. Nelle ultime cinque gare di campionato successive la media di 2 gol a partita subiti è preoccupante. Media che viene poi ancora di più confermata nelle altre gare del mese di Gennaio di Champions e in quella di Coppa Italia con il Como con altri 5 gol subiti e costati l’uscita da entrambe le competizioni.
Sicuramente ci si può appellare alle assenze, agli errori (orrori) individuali come quelli con il Genoa e agli errori (orrori) arbitrali ma non può essere solo quello. Il cambio di assetto in corsa da Dicembre con il passaggio al 3-4-2-1, che diventa anche un 5-4-1 in fase di non possesso, finchè ha avuto determinati interpreti ha retto e portato anche alla vittoria in Supercoppa, ma le defezioni a centrocampo hanno iniziato a nostro avviso ad essere una delle cartine al tornasole di un assetto difensivo che non regge come prima. Il solo Lobotka con Elmas adattato, non riescono a dare quel filtro e quella forza fisica e spinta che giocatori come McTominay ma sopratutto Anguissa sanno dare. Per non parlare del lungodegente De Bruyne. Olivera adattato nel terzetto arretrato non ha la stessa fisicità nel contrasto aereo di calciatori come Di Lorenzo, Beukema, Juan Jesus, Rrhamani e Buongiorno. Il gol preso a Bergamo nel finale ne è stata la chiara dimostrazione visto che a segnare non è stata una torre ma un trequartista di pari statura dell’uruguaiano come Samardzic. Il dato più sconcertante sono i gol subiti nei secondi 45’, ben 17 (!) dei 27 totali che colloca gli azzurri in testa in questa speciale classifica negativa. E ben sette le reti prese nei primi 15′ di inizio secondo tempo che ancora di più puntano il dito contro la concentrazione.
Sembra quindi che gli azzurri perdano di lucidità nella seconda frazione di gioco con un evidente calo di concentrazione oltre che fisico a questo punto. Non è questione di uomini ma di applicazione. Un calcio, quello di Conte, che pretende dai suoi calciatori un’attenzione continua e costante che forse non tutti riescono a tenere. Tanti i trequartisti a disposizione del tecnico azzurro ma forse qualcosa sta mancando nella profondità della rosa in ruoli chiave come l’esterno di difesa ora che manca Di Lorenzo o in mezzo al campo dove solo la scorsa settimana si è rivisto Gilmour lasciato, però, fuori a Bergamo per tutti i 90’. Avere più giocatori di ruolo in mezzo al campo come lo scozzese e non giocatori adattati come Elmas, potrebbe garantire a Lobotka di non lavorare per due e perdere in lucidità nella fase di supporto alla difesa. Sarebbe servito un centrocampista in più a Gennaio ma la speranza ormai vana di rivedere Anguissa e De Bruyne in tempi stretti e il logorio di McTominay hanno aperto una falla in mezzo al campo che sta trasformando la retroguardia azzurra in un colabrodo. Scorso anno pochissimi i gol subiti in area di rigore che invece quest’anno sembra terra di conquista nonostante la presenza di un colosso come Savic tra i pali. Urgono correttivi tattici per evitare che questo trend continui e faccia scivolare gli azzurri lontano dalle posizioni Champions.

