Direzione Futuro

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Per la prossima stagione che toccherà i 100 anni del club, il Napoli ha bisogno di far evolvere il proprio calcio con o senza Antonio Conte.

Il 3-4-2-1 può essere una soluzione a patto di avere calciatori adatti, cosa che ad oggi è molto lontana se si pensa ad Olivera braccetto di destra e con i Fab-Four in campo, dove un qualsiasi giocatore del tipo Neres o Alisson Santos deve farne le spese scaldando inizialmente la panchina del Maradona.

C’è da dire che negli ultimi due anni, rispetto a Sarri prima e Spalletti poi, il gioco ha subito un’involuzione clamorosa considerando anche il mercato che è stato fatto. La domanda ora sorge spontanea:

Mercato fatto male o calciatori non all’altezza della piazza?

Tornare alla difesa a quattro potrebbe essere un primo punto di svolta, a patto che arrivi all’ombra del Vesuvio un laterale destro basso come alternativa a Di Lorenzo o addirittura superiore. Stesso discorso a sinistra se uno tra Olivera e Spinazzola dovesse lasciare. Al centro bisognerà capire come è maturato Rafa Marin e soprattutto sistemare Marianucci che al Torino ha perso minutaggio. Altro centrale sulla lista della spesa?

Passando al centrocampo si ritornerebbe alla “Beniteziana memoria” con una mediana più sfoltita in favore di un registra puro da affiancare a McTominay, che sia Lobotka o chi per lui.. Magari Maxi Perrone?

 

Sulla trequarti ci sarebbe l’imbarazzo della scelta con Neres a destra, Alisson a sinistra e perché no uno tra De Bruyne e Vergara al centro da N.10, alle spalle di Hojlund il quale avrà bisogno di un sostituito per rifiatare soprattutto con il ritorno in Champions.

Dal punto di vista tattico, il 4-2-3-1 con la presenza dei due mediani offre una protezione importante alla linea arretrata, soprattutto contro le ripartenze avversarie e i tentativi di gioco tra le linee. Questa “doppia diga” rende più difficile per gli avversari trovare spazi centrali e consente ai difensori di lavorare con maggiore sicurezza.

In fase offensiva, il modulo esprime il suo massimo potenziale grazie ai tre giocatori alle spalle della punta. Il trequartista centrale ha un ruolo chiave, muovendosi tra centrocampo e difesa avversaria per creare superiorità numerica e collegare il gioco. Gli esterni offensivi, invece, garantiscono ampiezza e imprevedibilità: possono allargare la difesa, accentrarsi per concludere o servire assist, oppure attaccare la profondità.

Un altro grande vantaggio del 4-2-3-1 è la sua flessibilità. Durante la partita può facilmente trasformarsi in altre strutture: in fase difensiva diventa spesso un 4-4-1-1, mentre in fase offensiva può assumere caratteristiche simili a un 4-3-3 o addirittura a un 4-2-4. Questa adattabilità lo rende efficace contro diversi tipi di avversari.

Inoltre, il modulo è molto adatto alle transizioni rapide. La presenza di giocatori offensivi già posizionati tra le linee permette di ripartire velocemente in contropiede dopo il recupero del pallone.

Tuttavia, presenta anche alcuni limiti. La punta può rimanere isolata se non supportata adeguatamente, gli esterni devono essere molto disciplinati perché chiamati sia ad attaccare sia a difendere, e i due mediani devono lavorare in grande sintonia per evitare di lasciare spazi pericolosi al centro del campo.

Antonio Vergara

 

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