Dov’è finita la solidità difensiva?

10 gol subiti in 11 gare di campionato con appena 4 clean sheet. Questo il dato relativo alle reti incassate dagli azzurri in questo, ormai, terzo di campionato. Troppe reti anche se analizzate quelle subite nelle prime 11 della scorsa stagione (8, sei dei quali nelle sfide contro Verona e Atalanta mantenendo la porta inviolata in 7 gare).

Se vogliamo metterci anche le 9 reti subite in 4 gare di Champions League allora sono numeri da horror.

Questi sono numeri preoccupanti, sono dati che fanno crollare il castello della solidità creato dal Napoli di Conte, che aveva costruito le sue fortune con l’organizzazione difensiva.

Organizzazione che, in alcune partite, sembra essere completamente mancare.

Se analizziamo i gol presi dal Napoli, si può notare come, a differenza dello scorso anno, molti arrivano da dentro l’area piccola (ultimo esempio i due gol presi dal Bologna). Sintomo che qualcosa non funziona…

Si tratta solo di mancanza di concentrazione o c’è qualcosa di più? Probabilmente starà incidendo anche il doppio impegno, ma ciò non toglie il fatto che si stanno subendo troppe reti.

Nell’area piccola si prende sistematicamente gol. Stanchezza fisica e mentale su cui ne risente ovviamente anche la concentrazione. Non può essere colpa di una sola persona. C’è un concorso di colpe tra giocatori e mister.

La fase difensiva era il punto di forza di questa squadra e quelle certezze sembrano essere crollate.

I gol subiti sono un mix tra disattenzioni imperdonabili (come i due gol subiti dal Milan), per non parlare dei 6 gol ad Eindhoven, con due errori grossolani di Milinkovic-Savic e di tutta la retroguardia, condita anche da una certa svogliatezza del resto della squadra che non aiutato in fase di non possesso.

Un altro elemento da prendere in considerazione è il cambio portiere. Con Milinkovic-Savic al posto di Meret, il Napoli guadagna sicuramente una sorta di regista difensivo, ma ci perde tra i pali.

Entrambi sono due ottimi para-rigori, ma sono molto diversi.

Mettiamoci anche il fatto che, dopo appena due partite, gli azzurri hanno dovuto fare a meno di Rrahmani per 10 partite tra tutte le competizioni. Ed è normale che la squadra ne possa risentire.

Le assenze di gente come Meret, Rrahmani, ma anche Lobotka (recuperato da una settimana), fondamentale a leggere prima le giocate degli avversari e a chiudere le linee di passaggio, hanno pesato tanto.

Ma non devono esserci alibi, perchè anche lo scorso anno, con una sola competizione, il Napoli è stato falcidiato dagli infortuni.

Bisogna ritrovare l’equilibrio. Questa deve essere la parola chiave per il Napoli e per Conte in questo momento di confusione e di difficoltà.

Antonio Conte
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