Dries e Victor: insieme si può e si poteva fare anche prima
Un punto in tre partite per il Napoli ed ecco al Maradona il Sassuolo di Alessio Dionisi, compagine molto pericolosa, capace quest’anno di vincere in casa di Milan, Inter e Juve, e di recuperare uno svantaggio col Napoli da 0-2 a 2-2.
Spalletti coi neroverdi non bada a spese, mandando in campo il Napoli col 4-2-3-1. Davanti ad Ospina ritrova un Di Lorenzo al 100% sulla fascia destra difensiva, mentre il quartetto è completato da Koulibaly, Rrahmani e Mario Rui. A centrocampo Anguissa e Fabian, mentre in attacco Lozano, Insigne e Mertens accompagnano Osimhen all’assalto del fortino sassuolese, che risponde col 4-2-3-1 (senza Traorè, giocatore che piace al Napoli). Dionisi si affida al quartetto offensivo Berardi-Djuricic-Raspadori-Scamacca, mentre a centrocampo ripropone Lopez e Frattesi. In difesa, davanti a Consigli, agiscono Muldur, Chiriches, Ferrari e Rogerio. Ma c’è ben poco di tattico da analizzare nei primi 20 minuti (in verità anche dopo). Un palo di Osimhen, poi i gol di Koulibaly e dello stesso nigeriano (da azione d’angolo), quindi di Lozano e di Mertens: 4-0 e il Napoli ha già messo la partita in ghiaccio. Anguissa e Fabian non devono neanche troppo dannarsi per prendere il sopravvento sul centrocampo neroverde, così come la difesa azzurra deve solo fare attenzione alle ripartenze degli uomini di Dionisi, troppo slegati tra di loro e in parte svogliati in questa partita. Il primo tempo scorre via tra qualche bella giocata azzurra che ora, sgombra dai tormenti scudetto, si diverte coi suoi assi offensivi (gli scambi di posizione tra i quattro attaccanti mandano al manicomio la difesa avversaria).
Nella ripresa da registrare il 5° gol azzurro ancora con Mertens imbeccato da Fabian. I due fanno breccia nella difesa del Sassuolo, nell’occasione molto leggera e non protetta dai centrocampisti. Le sostituzioni di Spalletti avvengono oltre la mezz’ora della ripresa, con Zanoli, Ghoulam, Demme, Politano ed Elmas che rilevano Di Lorenzo, Mario Rui, Fabian, Politano e Osimhen. Una domanda sorge spontanea: ma che fine ha fatto Petagna? E Tuanzebe? Ma soprattutto Zielinski? Con i nuovi entrati in campo il Napoli si schiera col 4-3-3. Tra un cambio e l’altro aveva trovato il 6° gol con Rrahmani. All’87’ subisce il solito gol, segnato da Lopez (con la difesa azzurra che aveva staccato la spina), per il 6-1 finale.
Ciò che emerge da questa partita, al di là del punteggio di stampo tennistico, è la leggerezza nella testa degli uomini di Spalletti che è sopraggiunta quando ormai si è capito che non si poteva vincere più il titolo. Se il Napoli fosse stato ancora in corsa per questo e se avesse ancora avuto a rischio la qualificazione alla Champions, avremmo visto col Sassuolo Mertens e Osimhen insieme? In altre parole, si sarebbe visto il Napoli super offensivo che avremmo potuto vedere contro squadre chiuse a riccio in difesa e che hanno portato via pure punti al Napoli? Intanto nelle ultime tre partite che mancano, ci si aspetta da Spalletti di riproporre ancora il 14 belga e il 9 nigeriano terminali offensivi sfalsati, come antipasto a quello che si dovrebbe (si spera) vedere anche nella prossima stagione più ricorrentemente.

di Ezio Perrella

