Due centravanti, due mondi
Un tema importante per la nuova stagione sarà il centravanti.
Lo scorso anno Rasmus Hojlund e Lorenzo Lucca hanno avuto due rendimenti opposti, ma, nonostante ciò, l’attaccante danese non ha comunque convinto per i suoi numeri realizzativi. Pochi gol per essere la prima punta di un club campione d’Italia.
Se Hojlund ha realizzato 12 reti in campionato, lo stesso non può dire Lucca, che ha concluso la stagione in azzurro anzitempo, a gennaio, senza siglare alcuna rete.
Oggi, la questione attaccante, assume sempre più rilevanza.
Questi ritiri hanno mostrato ulteriormente le differenze tra i due attaccanti: uno di manovra e l’altro più d’area di rigore.
Infatti, Lucca è stato addirittura il capocannoniere di questa pre season azzurra, sorprendendo tutti, in primis mister Allegri.
Nonostante i limiti tecnici e di mobilità emersi ad alti livelli, Lorenzo Lucca incarna il prototipo funzionale della prima punta tradizionale d’area di rigore; occupa l’area per struttura biologica, vive sui cross e può essere una minaccia sulle palle alte.
Quando la squadra è sotto pressione, la palla lunga su Lucca è una risorsa vitale per far salire il blocco.
Hojlund, invece, possiede un potenziale atletico e tecnico nettamente superiore a Lucca, ma la sua natura non è quella del bomber d’area rigore: è un attaccante di spazio, non di posizione; dà il meglio quando ha campo davanti da aggredire in progressione.
Il danese si mette sempre a servizio della squadra, infatti tra le sue caratteristiche rientra la generosità: è un attaccante che spende tantissime energie nel pressing e nel creare spazi per gli inserimenti di ali e centrocampisti. Questo lavoro sporco gli fa perdere lucidità negli ultimi 16 metri. Ed è forse anche per questo che gli manca il “killer instint”, non possiede ancora quella fame spietata di gol e quel senso del posizionamento nell’area piccola tipici dei cannibali del gol. Spesso arriva sul pallone con un tempo di ritardo o preferisce l’assistenza a un compagno anziché la conclusione.
Quindi, mister Allegri dovrà capire bene cosa fare perchè, in questo momento, il Napoli ha due attaccanti profondamente diversi: Lucca è un centravanti vero, ma con dei limiti quando il livello si alza, Hojlund è un attaccante moderno che incide tantissimo sulla manovra della squadra, anche se rischia di viaggiare quasi sempre su medie realizzative da 10-15 gol a stagione proprio perché spende la sua energia lontano dalla porta.


