E se il Napoli che verrà fosse già fatto?

Un nome al giorno, questo è il ritmo delle notizie di mercato in seno al Napoli. Talvolta però questa media sale fino a diventare un nome ogni ora. Si sa che gli organi d’informazione sono a caccia di notizie, senza le quali, vedrebbero calato il tenore d’interesse del pubblico. E quindi titoloni a raffica e notizie a go go. Ma di veramente vicino all’ufficiale non c’è nulla. Si sa che la politica del Napoli dell’attuale proprietà è “fuori uno, dentro uno”. Già, ma i calciatori azzurri, anche quelli coi nomi più in voga, dopo due stagioni in chiaroscuro (più scuro che chiaro) sembrano non fare troppo gola ai club di un certo livello, se non a cifre nettamente più basse rispetto a quelle sognate dal Napoli.

Dicono che la bottega azzurra è cara, bisogna però vedere se i compratori ci sono e se intendono rispettare i diktat del mercato che è sempre più veritiero di quel che pensa colui che vende. E poi c’è la grana Insigne. No, non stiamo esagerando, è proprio una grana. Il Napoli ogni anno sta perdendo calciatori in scadenza di contratto, dunque a 0 euro. Il rischio di perdita del suo capitano, sia sotto l’aspetto tecnico che economico, è molto alto. E tutta questa intenzione di venirsi incontro, ad onor del vero, non c’è. Il patron del Napoli ha dichiarato che di fronte a cifre allettanti, non dirà più di no: se c’è da cedere, si cede. Ma queste manovre, fatte un anno prima della scadenza, portano frutti? Figuriamoci se qualcuno adesso porta tanti soldi per un calciatore, per giunta trentenne, che tra pochi mesi va via a zero. Se questa deve essere la maniera per abbassare il tetto ingaggi, non è quella giusta.

A questo punto riproponiamo una provocazione già lanciata un mese fa: e se il Napoli che verrà fosse già questo (senza acquisti né cessioni)? Contare su quelli che sono definiti big e cercare di far crescere quegli elementi che a tutt’oggi sono un punto interrogativo. Se non si riesce a vendere e di conseguenza non si riesce ad acquistare, questa idea (del club) potrebbe anche farsi largo pian piano. Con buona pace dei tifosi. E di Spalletti.

Ezio Perrella

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