Eterna giovinezza

Bistrattato, criticato, spesso giudicato male a prescindere, Juan Jesus vive una seconda giovinezza sotto il Vesuvio a 34 anni compiuti. Ne sottolineano il grande spessore umano e la grande leadership alcune dichiarazioni rilasciate come quelle prima della gara contro lo Sporting in Champions League: “Siamo a settembre, vedo polemiche, c’è aspettativa e vorrebbero tutte vittorie… Siamo la squadra da battere, vedete il Milan come esulta a fine partita, significa che abbiamo dato fastidio a un po’ di gente,” ha dichiarato. “Mi sta bene, continuiamo il nostro percorso. Diamo fastidio e continueremo a darlo.” Parole da uomo vero che non teme le responsabilità, anche nello spogliatoio si fa sentire come quando al gol decisivo di Rasmus Hojlund contro i portoghesi, Lang ha esultato in maniera molto timida, quasi indifferente. L’attaccante olandese non è scattato, mentre effettuava il riscaldamento a bordocampo, ad abbracciare il centravanti danese, a differenza di tutti gli altri compagni che stavano facendo gli stessi esercizi. Juan Jesus, senatore del gruppo, ha dimostrato di essere un vero e proprio leader, andando dall’ex giocatore del PSV per richiamarlo e farlo unire alla squadra. Gesto importante sottolineato anche da Conte che dice: “è immortale, è intramontabile, teniamocelo stretto”. Eppure Juan Jesus era arrivato a Napoli nel 2021 dopo la fine della sua avventura alla Roma da svincolato (aveva giocato appena nove partite negli ultimi due anni in A). Fu scelto per completare la difesa. Un tassello in più. Invece in quattro anni ha raccolto 102 presenze, le stesse in giallorosso, diventando molto più di un’alternativa. Insomma un calciatore valido, un difensore affidabile, ma soprattutto un uomo dallo spessore umano enorme, indispensabile in ogni squadra.

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