HAMSIK E MAGGIO: DUE CAMPIONI AI MARGINI DELLA PANCHINA

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Inguardabili. Una sola parola per evidenziare la parabola discendente di due campioni che non più di 6 mesi fa hanno fatto le fortune di questo Napoli. Un Mondiale di mezzo, un'occasione per mettersi in mostra ed aumentare il sex-appeal a livello internazionale. Proprio quel Mondiale, quello che doveva essere della consacrazione, si è rivelato alla fine un boomerang. Maggio ed Hamsik sono, o forse erano, due pedine fondamentali nello scacchiere di Mazzarri. Per loro oggi invece una collezione di insufficienze in pagella e tante sostituzioni. Da inizio anno mai sono stati all'altezza del proprio nome e della propria reputazione. Ma una classe così cristallina, come quella mostrata nell'arco di tutto lo scorso campionato, e non solo, non può svanire nel nulla da un mese all'altro. Allora insieme indaghiamo quali potrebbero essere le cause di queste continue prestazioni incolore.
Capitolo Hamsik. Lo slovacco, re degli spot in patria, fino ad ora non è stato quasi mai decisivo. Tutt'atra cosa rispetto a chi proprio in questo periodo l'anno scorso era il leader incontrastato di questo gruppo, oltre ad esserne il goleador. L'arrivo ed i gol di Cavani e la forma eccezionale del Pocho Lavezzi lo hanno adombrato, lasciando che il grigio dei ricordi si impadronisse del popolo napoletano. E quindi giù critiche, da stampa e tifosi, per un campione che troppo latita dal cuore della manovra e che tra l'altro sembra aver perso quella cattiveria in fase realizzativa che lo aveva contraddistinto in passato. Un giovane fuoriclasse che rischia di diventare un caso. Corteggiato da mezza Europa, ha dichiarato di voler restare ancora ma continua a strizzare l'occhio alla Premier League. Le sue brutte performance di questo scorcio di stagione ne hanno però fatto abbassare notevolmente il costo del cartellino, cosa questa che lo renderebbe ancora più appetibile oltre La Manica. Ma Marekiaro sembra troppo spento, quasi stanco. Quindi le cause andrebbero forse ricercate nella preparazione atletica deficitaria. Dopo un mondiale vissuto da insostituibile, lo slovacco ha avuto poche settimane per recuperare le energie. Solo in questi termini può essere spiegata la mancanza di lucidità e la staticità di un giocatore che faceva degli inserimenti senza palla il suo cavallo di battaglia. Quei movimenti indecifrabili per le difese avversarie che si sono ridotti fin qui a pochi sprazzi di luce come l'assist a Brescia per Lavezzi. Ma decisamente troppo poco per una maglia fissa da titolare. Sosa scalpita e non solo per far turnover. Il rientro a gennaio di Lucarelli potrebbe dare maggior respiro ai tre d'avanti.
Capitolo Maggio. Dopo il Mondiale è buio pesto. Un'agonia continua sull'out di destra, un fantasma. Qualcuno ci faccia sapere qualche sua notizia, perchè noi da darne non ne abbiamo. Tante sostituzioni, meritatissime. Quel pendolino, che aveva conquistato anche Lippi per i Mondiali, sembra essersi fermato in qualche stazione ignota. La sua spinta sulla fascia sembra ormai appartenere al passato. Lui non si da pace, ci prova, ma è evidente che la condizione non c'è. I più maligni credono che il matrimonio in primavera non gli abbia affatto giovato. Come per Hamsik, anche la sua preparazione post-Mondiale non sembra decisamente all'altezza. Forse qualche settimana in più di riposo non sarebbero state poi una cattiva idea. Per il turnover è pronto Zuniga, ma quest'ultimo non offre certamente grandi garanzie ed è schierato un pò all'occorrenza da Mazzarri lì dove serve. Appare evidente infatti che il mister toscano non ha particolare fiducia nel colombiano, tanto da preferirgli a volte anche Yebda o Grava su quella fascia. Se però Hamsik può avere l'attenuante di essere distratto dalle voci di mercato, l'esterno vicentino classe '82 ha trovato a Napoli una realtà ideale che gli ha regalato anche la Nazionale. Proprio quella Nazionale che in questi mesi ha perso, nonostante sia stato, insieme a Cannavaro, Dossena e De Sanctis, visionato più volte dallo staff del ct Prandelli. 
Dunque due giocatori che pagano le fatiche di un Mondiale, ma che con un campionato ormai nel vivo non possono certamente trovare alibi. Un pò di turnover potrebbe aiutarli a ritrovare la condizione, ma sarà di sicuro difficile riaverli al top prima della pausa invernale. Proprio nei giorni di Natale dovrà essere bravo lo staff di Mazzarri a rimettere in sesto i due centrocampisti con un richiamo di preparazione mirato ed oculato. Una sterzata alla loro stagione è assolutamente necessaria. I tifosi azzurri sempre calorosi non hanno fin qui mai fatto mancare l'affetto, anche nelle prestazioni più opache, ed è ora di ripagarli a dovere. 
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