I conti record e quel ciclo mai aperto

Nell’ultimo bilancio il Napoli ha chiuso con un utile record pari a 79,7 mln, rispetto al rosso di 51,9 mln dell’anno precedente. Sappiamo da sempre che ADL è molto attento ai conti  e la sua gestione finanziaria lo dimostra, l’ultimo fatturato della società è stato pari a 359,2 mln. Occhio alla voce plusvalenze pari a 79,6 milioni di euro: in particolare hanno riguardato cessioni come: Kalidou Koulibaly (41,9 mln) e Fabian Ruiz(plusv. 23 mln). Al netto dunque delle partenze, i partenopei hanno rinforzato la rosa inserendovi giocatori di livello internazionale come Ndombelé (1 milione per il prestito, 30 per il riscatto a fine anno), giovani talenti del campionato italiano come Raspadori (5 milioni di prestito, 25 di riscatto + 5 di bonus) e Simeone (3,5 per il prestito, 12 per il riscatto) e scommesse dal respiro europeo come Min Jae Kim (18,5 milioni) e Mathias Oliveira (11 milioni). A questi vanno aggiunti i riscatti di Anguissa (15 milioni) l’acquisto di Ostigard (5 milioni) e l’arrivo di Sirigu a parametro zero  che poi verrà scambiato con Gollini.
Infine, il vero e proprio colpo di mercato degli azzurri, quello da 90: il georgiano Kvaratskhelia, acquistato per 10 milioni di euro. Ma come fa il Napoli ad avere questi numeri? Il segreto è correlato alla tecnica di ammortamento a quote decrescenti, ma vediamo di cosa si tratta: questo criterio prevede “il consumo” delle prestazioni di un calciatore concentrato prevalentemente nei primi anni del suo ingaggio. Proviamo a fare un esempio con l’operazione Osimhen arrivato per 70 milioni di euro più bonus dove sulla base di 5 anni di contratto la sua “quota” viene calcolata sul 40% del valore il primo anno, 30% il secondo, 20% il terzo, 7% il quarto e 3% il quinto. Il peso dell’ammortamento sul primo anno di bilancio è rappresentato da una percentuale più elevata in quanto si presume che nei primi anni di vita utile il calciatore garantisca un apporto maggiore alla squadra.

Se questa gestione dal punto di vista eco-finanziaria è impeccabile, non si può dire lo stesso di ciò che è successo post scudetto. Il presidente ha parlato di “aprire un ciclo” per vincere ancora ma ad oggi il Napoli si trova 5 in classifica, fuori dalla lotta scudetto e tutto nasce da errori di programmazione, la piazza si aspettava investimenti importanti a partire dell’allenatore fino ai nuovi acquisti e rinnovi che per ora neanche l’ombra. Lui stesso si definisce un visionario ma la sensazione è che il suo ego abbia preso il sopravvento e le conseguenze delle scelte si stanno riversando a macchia d’olio, la nostra domanda è: Perchè non fare di più dati i mezzi a disposizione e farsi guidare dalle giuste figure?

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