Il 4-3-3 sarà la gabbia di Osimhen?

Da inizio ritiro il dubbio che aleggia più di tutti (eccetto quello già legato ai sostituti dei partenti) è quello del sistema di gioco che utilizzerà Luciano Spalletti per la stagione 2022-23.

Cominciamo proprio dal modulo. La disposizione 4-3-3 scelta dall’allenatore del Napoli, infatti, è del tutto similare a quella utilizzata da Sarri e (inizialmente) da Gattuso, due dei suoi predecessori alla guida di questo gruppo di giocatori – al netto dei cambiamenti legati al calciomercato. Fino all’infortunio di Osimhen l’anno scorso, infatti, gli azzurri sono stati schierati in campo con il 4-2-3-1/4-5-1 in fase difensiva, eppure era più lungo e tendenzialmente più aggressivo rispetto al passato; ha adoperato la costruzione bassa, ma l’ha fatto senza forzarla, senza passare necessariamente per i giochi a tre tra terzino, mezzala ed esterno offensivo di parte.

Dunque l’allenatore toscano lavora sul 4-3-3 senza accantonare altre idee. Soluzioni diverse, che dovrebbero consentire di schierare una formazione duttile, in grado di modificarsi tatticamente nel corso della gara. Molte volte quest’anno si è notata la difficoltà che ha palesato Victor Osimhen nell’interpretazione dell’attacco a 3, senza una mezza punta ad affiancarlo. Questo potrebbe in qualche modo delineare in negativo la sua stagione e conseguenzialmente quella dei partenopei, molto però dipenderà dalla scelta del trequartista (riprendere Mertens o formalizzare Deulofeu).

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