Il Basket a Napoli può avere più appeal del Calcio?
Il calcio resta la fede viscerale per eccellenza all’ombra del Vesuvio, ma all’orizzonte dello sport partenopeo si sta consumando una silenziosa e affascinante metamorfosi. Per modello gestionale, sostenibilità e prospettive di sviluppo, il Napoli Basket offre oggi argomenti e opportunità che il Napoli Calcio, imbrigliato da dinamiche macroeconomiche e burocratiche, fatica a garantire.
Mentre il Napoli Calcio si trova a fare i conti con il peso economico della Serie A e l’estenuante stallo burocratico delle trattative con il Comune attorno allo Stadio “Maradona”, il Napoli Basket sta tracciando una rotta completamente nuova. Spinta dalla visione del presidente Matt Rizzetta e dal suo gruppo North Sixth Group, la palla a spicchi azzurra si sta trasformando in un’azienda d’elite dal respiro internazionale, pronta a competere per attrattività , modernità e redditività.
L’ambizioso piano coordinato da Matt Rizzetta prevede la costruzione di un’arena moderna di nuova concezione al posto del Palapartenope, un impianto da 10.000-14.000 posti ideato con gli standard delle grandi entertainment arena americane. Non solo un campo da gioco, ma un hub polifunzionale attivo 365 giorni all’anno, in grado di ospitare concerti, spettacoli ed eventi corporate di alto profilo.
Tutti elementi che farebbero comodo al Napoli Calcio che non riesce a mettere in piedi il progetto di uno stadio di proprietà impelagandosi nei contenziosi con il Comune sul Maradona e le relative difficoltà nel realizzare un restyling profondo frenando così lo sviluppo di servizi permanenti al passo con gli standard dei principali stadi europei.
Dal punto di vista dell’accesso ai capitali, le differenze strutturali del mercato rendono il basket un veicolo particolarmente interessante e sinergico con l’imprenditoria del territorio. Nel calcio, per contro, l’elevatissimo fabbisogno finanziario e la gestione fortemente accentrata da parte del Presidente Aurelio De Laurentiis riducono gli spazi di partecipazione per le forze economiche locali. Solo le iniziative legate prevalemente a multinazionali di livello, saggiamente scovate dall’area Marketing di Bianchini, riescono a tenere a galla la vendibilità del Napoli Calcio.
Anche la prospettiva sportiva beneficia di questo approccio “globale” del Basket. L’ingresso nelle coppe continentali, con la partecipazione all’EuroCup e l’obiettivo dichiarato da Rizzetta di puntare a medio termine alla prestigiosa EuroLega o di farsi trovare pronti di fronte alle recenti esplorazioni della NBA Europe, assicura al brand una visibilità fissa nei mercati internazionali.
Mentre una stagione calcistica “storta” rischia di tagliare fuori una squadra dalle Coppe Europee, azzerando milioni di ricavi, i format della pallacanestro continentale offrono invece una continuità nella presenza in competizioni europee come EuroLega e EuroCup con partite infrasettimali assicurate che offrono una continuità d’immagine per sponsor e addetti ai lavori.
A completare la spinta del basket è la vicinanza emotiva con i tifosi. I campioni del basket vivono la città in maniera tangibile e accessibile, lontani dai ritiri blindati e dal cordone di sicurezza che inevitabilmente isola le “star” della Serie A.
Nessuno ipotizza un ridimensionamento dell’amore per il calcio, da sempre nel DNA di Napoli. Ma per la prima volta la città scopre di avere un’alternativa d’eccellenza: una polisportiva dal respiro manageriale americano, dove l’ambizione sul campo va di pari passo con la capacità di attrarre investimenti concreti, trasformando la passione per il basket nel nuovo volano economico e d’immagine di una Napoli che si consacra capitale del Mezzogiorno.

