Il “Gioco delle Coppie” di Conte
Il Napoli 2025/26 nasce nel segno della continuità e della competizione interna: due opzioni affidabili per ogni ruolo, come vuole Antonio Conte, che costruisce la rosa seguendo il principio cardine del suo 4-3-3. Come negli anni ’80 e ’90 il “Gioco delle Coppie” intratteneva il pubblico televisivo, oggi è il tecnico salentino a orchestrare affinità e alternanze all’interno dello spogliatoio azzurro, modellando un Napoli solido, versatile e pronto a fronteggiare ogni impegno.
In porta, la fiducia resta a metà: Meret parte in vantaggio grazie al suo passato da protagonista negli scudetti recenti, ma Conte vuole affiancargli un profilo di livello, tipo Vanja Milinković-Savić. Il motivo? La costruzione dal basso richiede piedi educati, e da questo punto di vista Meret non offre garanzie assolute. In una squadra dove l’impostazione è un dogma, nessuno può permettersi lacune tecniche.
Sulla fascia destra della difesa, Di Lorenzo resta il punto fermo e simbolo della squadra, ma il tecnico è consapevole che l’usura delle tre competizioni richiede un ricambio di pari livello. Mazzocchi non convince del tutto, e la ricerca di un rinforzo europeo è già attiva, perché la Champions non perdona incertezze.
Al centro della retroguardia si stanno formando due coppie da ruotare a seconda delle esigenze. Rrahmani e Buongiorno partiranno da titolari, ma Conte vuole certezze anche alle spalle. Juan Jesus può garantire esperienza, mentre il giovane Marianucci rappresenta una scommessa futuribile. L’inserimento di un altro difensore – con Beukema in pole – completarebbe il reparto, creando un sistema difensivo intercambiabile e competitivo.
Sulla corsia sinistra, invece, il gioco delle coppie è già realtà. Olivera e Spinazzola si alternano in modo quasi naturale, con caratteristiche diverse ma complementari: più copertura e solidità il primo, più spinta e fantasia il secondo. Un reparto che oggi offre a Conte equilibrio e certezze.
In mezzo al campo, il tecnico si affida alla regia di Lobotka, ma non rinuncia alla qualità della seconda opzione: Gilmour, regista moderno, giocatore di lusso pronto a subentrare. Sulla mezzala sinistra, si intrecciano fisicità e tecnica: McTominay garantisce impatto e dinamismo, De Bruyne porta visione, rifinitura e una classe assoluta. Sul lato opposto, Anguissa resta imprescindibile, ma manca ancora il suo alter ego ideale, un centrocampista di pari intensità, resistenza e capacità di inserimento. Un puzzle quasi completo, ma da rifinire con attenzione.
In attacco, la parola chiave è versatilità. Sulle ali, Neres e Politano offrono esperienza e qualità, ma il futuro è già alle porte: Noa Lang ha superato le visite mediche e si prepara a dare nuova linfa al reparto. Conte, però, vuole un ulteriore titolare: Ndoye potrebbe essere il nome giusto per aggiungere forza e dribbling.
Al centro dell’attacco, Lukaku è un punto fermo, ma il tecnico pretende anche un’alternativa di ruolo, come Lucca, e sogna un altro potenziale titolare: Darwin Núñez è un nome che accende le fantasie.
Naturalmente, per far spazio alle nuove coppie, alcuni giocatori sembrano ormai fuori dai radar del progetto. Simeone, Ngonge, Lindstrøm, Cajuste e altri profili non rientrano più nei piani di Conte, che cerca soltanto uomini compatibili non solo sul piano tattico, ma anche su quello mentale e fisico.
Il Napoli si evolve, rinnova la propria anima vincente e guarda alla Champions con ambizione: tutto è pronto per giocare… in coppia.

